Cronaca
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Green pass rafforzato, piovono
disdette nei locali pubblici

Dal 25 dicembre il super green pass è richiesto anche per le consumazioni al bancone. "La normale conseguenza", afferma Alessandro Lupi, presidente Fipe Confcommercio - sarà quella di assembramenti in case private, con controlli neppure comparabili a quelli che avremmo potuto garantire nelle nostre attività".

Il green pass rafforzato (quello che si ottiene solo con la vaccinazione o con l’avvenuta guarigione) per entrare nei bar, anche per essere serviti al bancone, mette in crisi le attività dei pubblici esercizi. “Un incubo che speravamo fosse finito, si sta nuovamente materializzando”, così definisce il provvedimento in vigore dal 25 dicembre Alessandro Lupi, presidente provinciale della Fipe – Confcommercio.

“L’aumento velocissimo dei contagi – aggiunge – prefigura una deriva e una prospettiva sui prossimi mesi ben diversa da quella che auspicavamo.
Non nascondiamo, come FIPE Confcommercio, la nostra preoccupazione. Con responsabilità, accettiamo le nuove restrizioni imposte dal Governo. Ancora una volta non faremo mancare il nostro impegno per il contenimento della pandemia. La priorità, per il comparto (lo ripetiamo ormai da tempo) è quella di evitare nuove chiusure e nuovi lockdown.

Il nostro settore, il  più bersagliato in questi mesi del Covid, rischia di pagare un danno ancora maggiore rispetto a quello che ha dovuto subire fino ad ora. Anche sul fine anno, nei nostri locali, prevalgono le disdette. Dettate da nuove disposizioni emanate forse troppo tardi per non avere un impatto economico sulle attività. Le decisioni
dell’esecutivo vanificano acquisti di merce, assunzioni di personale, impegni assunti con artisti già scritturati.

Senza nessun riferimento a misure economiche compensative che, soprattutto per alcune realtà come discoteche e locali da ballo, andavano identificate ed erogate contestualmente. Senza considerare, poi, che la più normale conseguenza sarà quella di assembramenti in case private, con controlli neppure comparabili a quelli che avremmo potuto garantire nelle nostre attività. Vogliamo, infine, richiamare come, queste nuove norme, siano state inserite in un momento particolarissimo (e impegnativo) come quello delle festività”.

Infine, la richiesta: “Chiediamo che nei controlli, prevalga – almeno in questi primi giorni di applicazione – un approccio educativo e non repressivo. Occorre, ancor di più in questo momento difficile, quella coesione che possa garantire l’applicazione di tutti i protocolli di sicurezza. Evitiamo inutili opposizioni. Al danno, per le nostre imprese, si unirebbe la beffa. Invece occorre che ciascuno, secondo le proprie possibilità e coerentemente al proprio ruolo, lavori per recuperare quel bene comune che è il
restituire normalità alle nostre vite”.

La prima applicazione del super green pass è stata riservata per l’ingresso in eventi sportivi, a teatro, in bar e ristoranti al chiuso, feste e cerimonie pubbliche ma anche impianti sciistici e strutture alberghiere, sostituendo totalmente, per questi luoghi, il pass “base”.

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