Cronaca
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Violino fermato alla frontiera
sbloccato da due esperti cremonesi

Il caso del violino di pregio fermato per controlli all’Ufficio doganale della Repubblica di Moldavia nell’ottobre scorso ha trovato soluzione con la restituzione dello strumento alla musicista poco prima di Natale. Dopo due mesi di indagini condotte dall’ufficio moldavo del Procuratore per i casi speciali (PCCOCS) il violino è stato restituito alla musicista poichè, come comunicato dagli uffici giudiziari “Alexandra Conunova è stata in grado di produrre documenti autenticati che hanno dimostrato di essere la legittima detentrice del violino”.

Questo caso ha riportato alla luce una questione che ciclicamente si ripropone, non essendo mai stata seriamente affrontata ed ancor meno risolta: l’assenza di una carta di identità internazionale legalmente riconosciuta per gli strumenti musicali di pregio regolarmente utilizzati per attività concertistica.
La musicista moldava è stata fermata il 22 ottobre per controlli all’aeroporto di Chisinau mentre era in partenza per motivi professionali per la Russia. Con sé aveva un violino che è stato posto sotto sequestro dalle autorità doganali moldave al fine di poter condurre ulteriori accertamenti, sospettando una azione di contrabbando. La musicista ha spiegato ai funzionari doganali di aver lo strumento, il violino Guadagnini c.1785 “Ida Levin”, in comodato d’uso, prestatole da un mecenate svizzero.

 Uno strumento di grande valore, 2 milioni di euro, per giudicare il quale l’INTERPOL ha chiesto una consulenza tecnica agli esperti cremonesi  Claudio Amighetti e Fabio Perrone, periti di strumenti musicali presso il Tribunale di Cremona, che hanno consegnato i loro risultati il 22 novembre scorso.

Un caso analogo di strumenti in transito posti sotto sequestro si era verificato esattamente un anno fa: i funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM) in servizio presso l’aeroporto di Malpensa e i finanzieri del Gruppo Guardia di Finanza di Malpensa hanno fermato due violini e quattro archetti per violini occultati in alcuni bagagli di un passeggero proveniente dal Giappone via Helsinki. Al momento del controllo il passeggero fermato aveva riferito di non avere “nulla da dichiarare”. Un più approfondito esame dei bagagli in transito ha consentito ai funzionari di Malpensa di rinvenire, all’interno di alcune valigie, un violino con etichetta “Gaetano Pollastri” datato 1951, un altro con etichetta “Giampaolo Savini” datato 2007, tre archetti timbrati “Paolo Martini Cremona”, un archetto “Victor Francois Fetique”. Per tale violazione il passeggero è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente per territorio per tentato contrabbando in violazione alle prescrizioni del Testo Unico della Legge Doganale. Altri casi simili si sono verificati negli ultimi trent’anni.

TRA I PRECEDENTI ANCHE UTO UGHI E SALVATORE ACCARDO – Tra i più noti quello di Uto Ughi che, ad ottobre 2008 rientrando in treno a Milano dalla Svizzera, fu fermato alla stazione di Domodossola dalla Polizia di Frontiera. Gli agenti gli chiesero ragione del violino Guarneri del Gesù del 1744 che stava trasportando nell’apposita custodia. Il Maestro rispose che aveva portato lo strumento di sua proprietà dal suo liutaio di fiducia, Pierre Gerber di Losanna, per una messa a punto e che dopo tale operazione lo stava riportando con sè a Milano, in modo da poterlo utilizzare nei prossimi concerti che aveva in programma in Italia e all’estero. Mostrati i documenti di proprietà giunti via fax da Milano, il Maestro fu congedato, col suo prezioso strumento, dopo tre ore di attesa.

“In mancanza di una ‘carta di identità’ degli strumenti musicali di pregio con validità internazionale – afferma Perrone –  è necessario contemperare da una parte le esigenze dei musicisti che a vario titolo (proprietà, concessione, comodato ecc.) spostano gli strumenti musicali per motivi legati alla loro professione talvolta esercitata in tutto il mondo e dall’altra parte le esigenze legate all’azione di analisi e di controllo esercitata dagli Uffici doganali mediante presidi di vigilanza statica dislocati presso i punti d’ingresso dei singoli Stati o delle Aree omogenee finalizzate a prevenire, individuare e reprimere ogni forma di criminalità economico-finanziaria”

Tra i casi più fortunati e simpatici nella storia recente, ricorda Perrone,  si possono ricordare quelli di Salvatore Accardo che oltre quarant’anni fa fu fermato alla dogana di New York da un funzionario che si era insospettito vedendo i suoi violini. “Lei non ha la faccia del violinista” disse al Maestro, testualmente. Non riuscendo Accardo a convincerlo con le parole, decise di prendere lo strumento e di suonarlo. Solo allora, fra l’ilarità generale, la situazione si sbloccò. In Cile, invece, un doganiere aprì con circospezione l’astuccio dello Stradivari di Accardo e chiese serissimo: “Questo violino è nuovo?”. “No, è vecchio”, fu la risposta. “Ah, va bene. Quand’è così passi pure”.

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