Cronaca
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Cremonesi dell'anno, tutti
i premiati di Mondo Padano

Esce oggi in edicola l’ultimo numero dell’anno del settimanale Mondo Padano che come da tradizione assegna i premi ai cremonesi dell’anno in diverse categorie.

Per l’attività pubblica il premio viene tributato a Vito Danilo Gagliardi. Il Prefetto di Cremona si appresta a passare il testimone a fine gennaio per andare in pensione, ma non per dire addio alla nostra città . “Cremona mi ha dato tantissimo. Qui ho trovato anche l’amore e questa congiunzione astrale, mi ha convinto in maniera totale, a restare”, ha dichiarato il prefetto in carica a Cremona da maggio 2019 che ha avuto l’onere “e il privilegio” di guidare la nostra comunità durante la pandemia.

Per la solidarietà il premio viene assegnato a Nicolò Govoni giovane cremonese, già candidato al premio Nobel per la pace, attualmente in Kenia e impegnato da anni con l’associazione Still i rise organizzazione internazionale indipendente che gestisce centri educativi tra Medioriente e Africa. Un orgoglio cremonese a livello internazionale. L’attività di Govoni ha l’obiettivo di proseguire anche in Italia, declinando il modello educativo avviato nelle esperienze all’estero.
Il premio alla cultura va alla Diocesi di Cremona che quest’anno ha visto concretizzarsi l’inaugurazione dell’atteso museo diocesano, realizzato all’interno del Palazzo episcopale grazie al contributo fondamentale della Fondazione Arvedi Buschini, Uno scrigno d’arte e di fede capace di unire architettura storica e design contemporaneo. Un museo che vuole diventare sempre più la casa di tutto il popolo di Dio, luogo di annuncio e racconto della fede.
Per lo sport il premio viene suddiviso tra i protagonisti cremonesi delle olimpiadi di Tokio Fausto Desalu oro nella staffetta, Valentina Rodini, oro nel canottaggio, Marco Villa medaglia d’oro come commissario tecnico del quartetto azzurro di inseguimento su pista e Vanessa Ferrari argento nel corpo libero.


Infine il premio “Cremonese dell’Anno alla memoria” va a Giacomo Spedini stimato – non solo nella “sua” Vescovato, bensì in tutta la provincia di Cremona ed oltre – proprio perché sapeva coniugare il suo essere imprenditore (fu il geniale inventore delle Piscine Laghetto) con solidarietà e generosità.

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