Cronaca
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Treni, Piloni (Pd): "Troppe
cancellazioni e poca sicurezza"

“Martedì, durante la seduta consiliare dedicata ad atti ispettivi e a question time, chiederemo alla giunta lombarda maggiori delucidazioni in merito alla significativa rimodulazione del servizio svolto da Trenord e alle azioni intraprese per garantire più sicurezza a bordo dei treni e presso le stazioni ferroviarie, soprattutto nelle ore serali”.

Lo fa sapere il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni che sottolinea: “La vita dei pendolari lombardi non è mai stata facile, ma con la quarta ondata pandemica, ai disagi ‘abituali’ si sono aggiunte le numerose soppressioni e riduzioni di orario dovute alle assenze per positività o quarantene dei lavoratori dei relativi servizi: la soppressione totale o parziale di circa 350 corse sul totale di oltre 2170 programmate significa il 12% delle corse diurne e la totalità delle corse svolte dalle ore 23.30 alle ore 5. E non è poco!” “I gravi fatti avvenuti lo scorso 21 dicembre sulla tratta Milano Cadorna – Varese, presso la stazione di Venegono Inferiore (VA), dove due ragazze hanno subito atti di violenza sessuale – prosegue Piloni – hanno, inoltre, nuovamente messo in luce la mancanza di controlli e di adeguati dispositivi di sicurezza a tutela degli utenti e dei lavoratori del servizio ferroviario regionale, accrescendo un senso diffuso di disagio e di paura, soprattutto nell’utenza femminile”. “È da tempo, ormai, che aspettiamo da questa giunta delle misure idonee che garantiscano migliori condizioni di sicurezza, sia attraverso soluzioni tecnologiche di controllo degli accessi, come l’installazione di tornelli, quanto assicurando il potenziamento dei controlli fisici da parte degli operatori di pubblica sicurezza e attraverso il pattugliamento nelle stazioni – conclude il consigliere dem – ma il combinato disposto dei disagi dovuti alla contingenza dell’evoluzione pandemica e del contesto generale, purtroppo ordinario, di disservizi e fenomeni criminali, impone questa volta un intervento più che sollecito. Almeno, è quel che auspichiamo”.

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