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Nuovo ospedale, necessario
diventare sede Dea di 2° livello

da Matteo Piloni - consigliere regionale PD

Egr direttore,

quando la città di Cremona e il nostro territorio vengono citati come esempio virtuoso e come modello da perseguire, è sempre motivo di orgoglio.

Tuttavia ritengo sia sempre meglio non eccedere in trionfalismi, soprattutto per non perdere di vista l’obiettivo più importante che la realizzazione del nuovo ospedale a Cremona deve portare con sè, e che riguarda la sua classificazione e il ruolo che può e dovrà “giocare” all’interno della rete e del sistema socio sanitario Lombardo.

Da quando si parla del nuovo ospedale di Cremona, almeno pubblicamente, se ne parla esclusivamente in riferimento al suo livello progettuale, contribuendo ad un dibattito tra pro e contro che, a mio avviso, è controproducente.

Ovviamente l’aspetto progettuale è importante e strategico, sia chiaro. Ma io ritengo ancor più strategico parlare di “merito” e, più specificamente, di “classificazione”.

Mi riferisco al Dipartimento di emergenza e accettazione (DEA) che ogni Regione è chiamata dalla normativa nazionale ad individuare e dislocare sul territorio.

Oggi l’ospedale di Cremona è sede di DEA di 1° livello. Lo stesso per l’ospedale di Crema, di Mantova, di Lodi solo per citarne alcuni a noi vicini e che afferiscono alla fascia sud della nostra Regione.

Puntare ad un ospedale che diventi sede di DEA di 2° livello è estremamente strategico, e questo è l’obiettivo a cui tutti dobbiamo puntare e dare il nostro contributo affinchè ciò avvenga. Ed è anche la questione su cui dovremmo basare ogni dibattito e confronto. L’amministrazione di Cremona, a partire dal Sindaco Galimberti, ha ben presente la questione e la firma del protocollo dello scorso dicembre è l’occasione per far partire quel confronto nel merito che deve vedere coinvolta la città e il territorio nelle sue più ampie espressioni, a partire da chi l’ospedale lo conosce bene e dai tanti suoi professionisti.

L’ottenimento di questa classificazione affronterebbe anche alcune delle criticità che il nostro ospedale ha visto negli ultimi anni come, ad esempio, e solo per citarne una, il declassamento dell’unità di terapia intensiva neonatale.

Inoltre l’ospedale di Cremona rafforzerebbe il nostro territorio diventando riferimento della fascia sud della nostra Lombardia, tra Mantova e Pavia, e rafforzando il proprio ruolo anche nei confronti delle strutture di Brescia e all’interno del sistema Lombardo.

Ritengo che questo sia il più importante degli obiettivi strategici a cui puntare e chiedere a Regione Lombardia, e che rafforzerebbe davvero anche la stessa realizzazione del nuovo Ospedale di Cremona.

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