Spettacolo
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Ponchielli, il 16 febbraio in scena
"Sorelle" di Pascal Rambert

Due sorelle e due personalità, due versioni del passato, due visioni della vita: una storia di risentimenti, di malintesi, di ferite ancora aperte, di rivincite. Una lotta all’ultimo sangue, parola contro parola, corpo contro corpo, in cui la violenza e l’amore si confondono; il loro conflitto le separa tanto quanto le unisce. Pascal Rambert, vincitore del Premio del Teatro dell’Académie Française (2016), porta in scena la versione italiana di Sorelle, nell’interpretazione di Sara Bertelà e Anna Della Rosa e in scena al Teatro Ponchielli mercoledì 16 febbraio (ore 20).

Uno spettacolo in cui le battute taglienti, le domande a bruciapelo che si intrecciano, rimbalzano, si insinuano e inondano il palcoscenico, trascinano gli spettatori nel vivo delle verità e delle difficoltà di due sorelle. Un lavoro potente che conferma Pascal Rambert come uno dei più importanti autori internazionali.

LO SPETTACOLO – Sorelle è il primo adattamento italiano di Soeurs, testo del pluripremiato drammaturgo Pascal Rambert che ne ha curato anche la regia, guidando sul palco due interpreti d’eccezione, Sara Bertelà e Anna Della Rosa. Lo spettacolo prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa e FOG Triennale Milano Performing Arts, ha debuttato alla riapertura dei teatri nel maggio 2021, dopo essere stato in prova durante i mesi di lockdown. 

Dopo i successi di Clôture de l’amour, Répétition (Prova) e Architecture (con cui ha inaugurato il Festival di Avignon nel 2019), il regista e autore francese dirige due attrici molto amate dal pubblico e recentemente applaudite in diverse produzioni TPE: Sara Bertelà (Molière / Il Misantropo, Una specie di Alaska, Niente di me) e Anna Della Rosa (Molière / Il Misantropo, Accabadora, Cleopatràs). Lo fa con un grande racconto che pone al centro la resa dei conti tra due sorelle, che lui stesso descrive come “uno smisurato conflitto tra due donne che tutto separa e tutto riunisce. Una lotta all’ultimo sangue. Parola contro parola. Corpo contro corpo. Per dirsi – attraverso tutta questa violenza – solamente una cosa: l’amore che provano l’una per l’altra”. Sorelle parte da un conflitto famigliare per assumere in maniera raffinata e sottile una visione geopolitica perturbante per noi occidentali e poeticamente inedita.

Aggiunge Rambert: “Non esiste una trama, mi piace immaginare lo spettacolo in termini di energia. Non mi interessa raccontare una storia di conflitto ma focalizzarmi su come le interpreti incarnano il testo. Sull’energia reale e organica che scaturisce dalla relazione che i loro due corpi instaurano nello spazio. Quando dico che si tratta di uno scontro tra due sorelle, dico tutto e allo stesso tempo niente. La forza del conflitto risiede, infatti, su due elementi: il potere dello scambio verbale e l’eco che questo genera nello spazio e nel tempo. È qualcosa che si rinnova ogni sera e che richiede un notevole sforzo fisico”. 

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