Ambiente
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Percorsi fluviali, da San Daniele Po
i cammini e la bellezza della natura

“Abbandona le grandi strade, prendi i sentieri” diceva Pitagora. Sull’una e sull’altra riva del fiume, i sentieri abbondano e tanti sono i percorsi che permettono, al viandante e al turista, di apprezzare, conoscere e vivere ambienti capaci, realmente, di sorprendere, emozionare, arricchire. Forse, ancora oggi, non abbastanza conosciuti. Ma se davvero si vuole promuovere il turismo fluviale, di cui tanto, da anni, si parla, la creazione e la promozione di percorsi da vivere a piedi piuttosto che in bicicletta o a cavallo, è una carta da giocare e su cui puntare. Ancora di più dopo l’ormai prestigioso riconoscimento di Riserva Mab Po Grande Unesco che i nostri territori hanno ricevuto. Viaggiare camminando è una scelta che sta diventando sempre più popolare tra le persone, anche e soprattutto in tempi di pandemia, perché è chiaramente aumentata la ricerca di luoghi meno conosciuti, lontani dal turismo di massa, in cui trascorrere momenti di pace, ancor più se all’aperto. Una scelta diversa dalle altre che consente di vivere i momenti di libertà e di vacanza in modo alternativo ma speciale, ammirando nel profondo i luoghi che si attraversano, assaporando ogni momento vissuto. È un elogio alla lentezza che va contro alla velocità e alla fretta del mondo moderno. Un’occasione per vivere una dimensione più umana e semplice, a diretto contatto con la natura, ma anche con le tradizioni, i sapori ed i saperi delle nostre terre. A San Daniele Po ci sono un paio di percorsi, tutti da scoprire, sul quale l’Amministrazione comunale sta puntando con decisione. Del resto il sindaco Davide Persico è uno che il fiume lo vive e lo ama fin da quando era bambino; sul fiume ha visto crescere quella vocazione per la natura e per la paleontologia che lo ha portato a diventare un docente universitario; sul fiume ha costruito e sta realizzando azioni, talvolta anche all’avanguardia, capaci di far diventare realtà quella parola, “turismo” che, fino a non tanti anni fa, dalle nostre parti, era una bella sconosciuta. Entrambi i percorsi partono da quella graziosa bomboniera fluviale che è Isola Pescaroli, da quella piarda da cui è possibile ammirare un paesaggio ricco di suggestioni. E’ quella veduta che, con una iniziativa significative e meritevole, il Comune da alcuni anni ha dedicato all’indimenticato giornalista e scrittore locale Giuseppe Ghisani, uno che ha “cantato” con amore tanto la sua terra quanto l’Adriatico, “andato avanti”, come direbbero gli Alpini, dopo aver dato alle stampe il libro “Campane sull’acqua” ispirato all’alluvione del 1951.

La piarda di Isola Pescaroli è anche un luogo simbolo, perché da quelle parti, un tempo, esisteva l’antico porto del Volpariolo, luogo di assoluta rilevanza per le comunicazioni, via acqua, tra le città del Settentrione e del Bacino del Po. Luogo al quale , sperando di non tediare nessun lettore, chi scrive queste righe vorrebbe dedicare a breve un approfondimento. Da lì, partendo a piedi, e dirigendosi verso Sommo Con Porto, superato il canale Pozzolo (altro luogo con secoli di storia alle spalle) è possibile addentrarsi in un magnifico percorso nel verde che, lungo la storica via alzaia, conduce ad altri luoghi simbolo come la “Buca degli Storioni” e l’area di Cà Granda con il suo vasto spiaggione che “guarda” verso la dirimpettaia Pieveottoville e la relativa lanca (anticamente si trattava di un ramo di Po, oggi ridotta a due tronconi morti). Lungo il percorso, come ricordato anche dallo stesso sindaco Persico, c’è un’area rimboscata dal Comune, un vero e proprio rifugio per animali selvatici. “E’ un luogo che stiamo cercando di inserire in un progetto museale – ha spiegato il sindaco – di scoperta della paleontologia fluviale”. Un percorso ad anello, di una decina di chilometri, agevole e fattibile per tutti, magari osservando le architetture delle cascine e dei campanili che si dipanano, in lontananza, oltre l’argine e che i più sportivi possono “allungare” dirigendosi verso i territorio di Pieve d’Olmi, Stagno Lombardo, Gerre dè Caprioli e Cremona, andando alla scoperta di ulteriori “sorprese” legate al suggestivo ambiente fluviale.

Sempre dalla piarda di Isola Pescaroli è possibile affrontare il percorso opposto, dirigendosi verso Solarolo Monasterolo e Motta Baluffi. Un ulteriore anello nel verde e nelle suggestioni della golena, tra aree boschive ed emergenze ambientali, anche in questo caso “allungabile” verso il resto del Casalasco, assaporando i silenzi del fiume, i colori delle campagne e le atmosfere dei piccoli, laboriosi borghi fluviali.

Ma tutto questo potrebbe essere anche ulteriormente potenziato, con una idea capace di collegare le due sponde, dando vita ad un servizio di traghetto tra Isola Pescaroli e la sponda opposta del fiume, raggiungendo la località “La Zanzara” (posta in sponda destra ma appartenente ancora, per un vasto tratto, alla provincia di Cremona e al Comune di San Daniele Po), dove da tempo esiste un piccolo approdo per imbarcazioni, con tanto di gru, da anni in disuso. Perché non riattivarlo grazie ad un accordo con l’attuale proprietà? Questo darebbe modo di mettere in collegamento le due sponde, potenziando il turismo da diporto e ridando vita ad un servizio di traghetto che, nemmeno tanti anni fa, esisteva. Sarebbe l’occasione per conoscere quelle aree umide, ricche di biodiversità e di varietà floreali e faunistiche, che si trovano in quell’area golenale sottostante il ponte “Giuseppe Verdi” in cui si “incrociano” Emilia e Lombardia nel tratto compreso tra i Comuni di San Daniele Po, Roccabianca e Polesine Zibello. Ma sarebbe anche l’occasione, per chi ama il cammino ed il cicloturismo, per percorrere quella spettacolare e lunga strada di golena che dalla “Zanzara” conduce verso Roccabianca, per andare alla scoperta delle terre narrate da Giovannino Guareschi, “musicate” da Giuseppe Verdi, impreziosite dai sapori del Culatello di Zibello e dai saperi, come sempre, della gente del fiume.

Paolo Panni, Eremita del Po

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