Ambiente
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Fiume Po a -7,48, "siccità estrema"
Al vaglio deroghe per irrigazione

Sempre più grave la situazione di siccità nel Bacino padano, con il livello del Po che questa mattina, all’idrometro di lungo Po Europa a Cremona, è sceso a -7,48.

Di vero e proprio allarme parla l’Autorità distrettuale del Fiume Po: “Le condizioni idrologiche e climatiche nel distretto del Fiume Po si fanno sempre più critiche in mancanza pressoché totale di precipitazioni da circa 100 giorni in alcune aree (in particolare del Nord Ovest) allungando così l’incedere progressivo delle condizioni di grave e severa prolungata siccità lungo il corso del Grande Fiume fino al Delta.

“I livelli delle portate scendono drasticamente sotto quelli minimi nelle stazioni di registrazione, mentre anche gli affluenti evidenziano decise carenze di risorsa in taluni casi anche a livelli record: Trebbia, Secchia e Reno ai minimi storici dal 1972; Dora Baltea, Adda, Ticino a –75% di portata.

“La temperatura invernale è stata più alta anche di 2,1-2,5 gradi, il vento e la latente mancanza di neve hanno composto un quadro complessivo sempre più deficitario e di rischio per agricoltura, habitat, produzione di energia idroelettrica in un momento particolarmente difficile per il nostro paese.

“Livelli di siccità così severa fino in taluni casi ad essere addirittura estrema in questo periodo non sono certamente nella norma – ha evidenziato il Segretario Generale di dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po Meuccio Berselli – Sta iniziando proprio in questo periodo la stagione più importante dell’anno per il comparto agricolo e serve risorsa per poter far fronte ai fabbisogni utili alle produzioni che in questo momento storico sono ancora di più indispensabili per le nostre comunità.

È prioritario dunque che si istituiscano dove possibile le deroghe per consentire il prelievo di acqua. Prelievo che per l’agricoltura e la produzione di energetica idroelettrica, vista la carenza, ha una valenza imprescindibile”.

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LE MISURE AL VAGLIO IN LOMBARDIA – Proprio questa mattina si è riunito l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici – Distretto del Po Regione Lombardia con la presenza di Massimo Sertori, assessore di Regione Lombardia a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche.”Siamo valutando l’adozione di eventuali deroghe al deflusso minimo vitale, così come previsto dal vigente Programma di Tutela e Uso delle Acque, per far fronte alla carenza idrica”, ha dichiarato a fine riunione.
“L”Osservatorio – ha aggiunto – ha confermato la persistenza di gran parte del territorio distrettuale in stato di ‘severità idrica bassa in assenza di precipitazione’, condizione che riguarda l’intero territorio lombardo a eccezione dei bacini del Ticino e dell’Oglio, che risultano in condizione di ‘severità idrica media’. Questo significa che i rischi connessi al fenomeno della siccità sono concreti, mentre ci avviciniamo all’inizio della stagione irrigua”.

Sulla base dei dati resi disponibili da Arpa Lombardia, emerge uno stato delle riserve idriche (costituiti dal manto nevoso, dagli invasi idroelettrici montani e dai grandi laghi regolati) complessivamente inferiore al 50% rispetto alla media di riferimento (2006-2020). Le previsioni metereologiche a breve e medio termine non prevedono precipitazioni che possano garantire di riequilibrare il deficit delle risorse mancanti al fine di soddisfare il fabbisogno di acqua per l’agricoltura.
“In questa particolare condizione di carenza idrica – conclude Massimo Sertori – il mio assessorato sta monitorando l’evoluzione della situazione unitamente alle altre Regioni del bacino padano e sta valutando di porre in campo tutte le azioni più opportune per gestire la situazione di crisi idrica che si potrà manifestare a breve, contestualmente all’inizio della stagione irrigua”.
La riunione del prossimo Osservatorio si terrà il 29 marzo, mentre per il 31 marzo è stato già convocato il ‘Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica’ al fine di condividere con gli operatori del settore le azioni da attuare in concomitanza dell’avvio della stagione irrigua prevista per i primi di aprile.

COLDIRETTI- “Una situazione che mette in serio pericolo le produzioni nelle campagne dove le coltivazioni seminate in autunno come orzo, frumento e loietto – sottolinea Paolo Carra vice presidente di Coldiretti Lombardia – iniziano ora la fase di accrescimento che rischia di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali perché se le condizioni di secca dovessero continuare, gli agricoltori saranno costretti a intervenire con le irrigazioni di soccorso dove sarà possibile. Dall’altra parte nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche”. gbiagi

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