Cronaca
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Oltre 1400 visitatori nelle dimore
nobiliari aperte dal Fai

foto Sessa

Il turismo sta tornando, se non proprio a riempire, quantomeno a ravvivare il centro città, in una giornata come quella di oggi, che non vedeva particolari eventi se non le sempre gettonatissime Giornate di primavera del FAI. Tutte esaurite le visite nei tre palazzi nobiliari scelti quest’anno dalla delegazione cremonese del Fondo Ambiente con il capo delegazione Alessandro Bonci: Palazzo Zaccaria Pallavicino (aperto solo ieri, sabato, per la delusione di chi pensava potesse essere aperto anche domenica); palazzo Araldi Erizzo, sede dell’istituto Anguissola e palazzo Ala Ponzone, sede degli uffici comunali di corso Vittorio Emanuele.

Alla chiusura della giornata di domenica, il conteggio dei visitatori è ancora in corso, ma il successo delle due giornate è chiaro: “Siamo sulle 1400 – 1500 persone”, afferma Bonci, “è andato tutto molto bene. Siamo riusciti ad accogliere anche persone che non si erano prenotate sul sito, a seconda della capienza delle sale, dalle 80 alle 100 persone in più, per ciascuna sede in entrambe le giornate. Sono stati due giorni belli ma fisicamente faticosi”.

A Soncino, quattro le possibilità di visite organizzate dalla delegazione Fai di Crema, dove alle 700 persone di sabato va aggiunto un numero sicuramente superiore nella giornata di domenica. Come spiega il capo delegazione Annalisa Doneda, oggi c’è stata la possibilità straordinaria di visitare le absidi di santa Maria delle Grazie e di vedere quindi i monumenti sepolcrali. La presenza del conservatore della Pinacoteca di Cremona, Mario Marubbi, ha riscosso grande interesse, ma anche la parte di visita ordinaria del santuario è stata affascinante. Tutto esaurito anche a villa Cerioli, aperta per la prima volta con il suo parco storico illustrato dagli studenti dello Stanga. Senza dimenticare il convento di San Giacomo e l’itinerario tra i mulini ad acqua, con le spiegazioni sul reticolo idrico soncinese del geologo Giovanni Bassi. gb

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