Cronaca
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Cambonino, non solo problemi
I candidati al direttivo si presentano

Manutenzione di strade, marciapiedi, del verde pubblico e delle case popolari, oltre che dei porticati. E poi mancanza di rispetto delle regole, incuria, difficoltà di interazione sociale all’interno di un quartiere dove convivono tante etnie diverse. Questi alcuni dei nodi critici emersi durante l’assemblea di presentazione dei candidati al direttivo del quartiere Cambonino, dove sei degli otto candidati che hanno dato la loro disponibilità, hanno parlato davanti a tante sedie vuote, nella saletta del Punto d’Ascolto di piazza Aldo Moro. Insieme a loro, la funzionaria del Comune Donatella Boccali e l’assessore Luca Zanacchi.

Tra i candidati, un solo nome del vecchio direttivo, l’ex presidente Antonio Croci che si era dimesso per motivi personali e ha accettato per senso civico di tornare in pista. Tutti nuovi gli altri candidati:  Epifanio Molardi, Paola Tacchini, Katia Benedini, Massimo Abbruzzese, Cristian Compiani, Domenico Fogazzi, Matteo Lodigiani.

E’ proprio Paola Tacchini, volto molto noto in queste settimane per la sua battaglia a favore di Area Donna all’ospedale, a dare un segnale di ottimismo: “Mi sono candidata perchè me l’hanno chiesto e ho detto sì; il Cambonino a me piace, ci vivo da trent’anni, soffro quando ne sento parlar male. Ci sono sicuramente delle criticità ma anche tanti punti di forza e uno di questi – l’abbiamo visto anche quando sono avvenute delle disgrazie –  è il grande cuore di tante persone. Dobbiamo riuscire a farlo emergere anche per i suoi lati positivi. Vorrei riuscire ad evidenziare quanto di bello può esserci in un quartiere come questo”. Cita la cascina Cambonino, luogo in cui anche le donne musulmane si sono integrate in varie iniziative, “siamo un quartiere multietnico, valorizziamo questa caratteristica”.

I due anni di pandemia hanno stroncato iniziative di aggregazione che stavano dando buoni risultati: il murale di via Panfilo Nuolone, “urban jungle”, porta la data del 2019. Boccali ne ha ricordata qualcuna: il coinvolgimento dei residenti nella raccolta rifiuti Pulisci Cambo e gli eventi sportivi di CamboSport.  Altrove attività simili avviate dal Comune hanno attecchito e i residenti le stanno portando avanti, si tratta di fare lo stesso anche al Cambonino. Sotto i porticati scrostati di piazza Aldo Moro ha riaperto il doposcuola, che coinvolge anche le mamme, grazie all’Arci; e sono presenti con attività sociali anche Acli e Auser.

“Mi fa male quando vado in altri comuni della provincia e sento dire che il Cambonino è malfamato”, afferma un altro candidato. “Non è vero, succedono cose brutte qui come altrove”.

Ma persistono vecchi e nuovi problemi: siringhe nel parchetto giochi, illuminazione a led che non fa abbastanza luce; un palo dell’illuminazione pubblica abbattuto due anni fa e mai più ripristinato; auto che sgommano su viale Cambonino in assenza di controlli; innesto in tangenziale pericoloso; ascensori che non funzionano; auto parcheggiate dovunque.

 

“L’oratorio è chiuso, il parroco lo riaprirebbe, ma ha bisogno di volontari. C’è troppa gente che se ne infischia di tutto e di tutti”, afferma Domenico  Fogazzi, uno dei candidati. Sui problemi di integrazione sociale gli fa eco Croci: “Alcuni stranieri si sono integrati bene, altri meno. Ad esempio i Rom, gli ultimi arrivati: sono molto diffidenti, si fa fatica ad instaurare dei rapporti”. gbiagi

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