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Antifascismo, Pd: "In Consiglio
atteggiamento imbarazzante"

(foto di repertorio)

“Ci spiace dover sottolineare che a Cremona l’antifascismo è ancora divisivo. D’altra parte ce lo dicono gli elettori cremonesi da decenni che il centrodestra locale è del tutto inadeguato a governare la città”.  E’ quanto sostengono in una nota Roberto Poli, capogruppo Pd in Consiglio comunale, e Luca Burgazzi, segretario cittadino dem.

“Dobbiamo rimarcare – aggiungono – l’atteggiamento imbarazzante tenuto nel Consiglio Comunale di lunedì scorso da parte delle forze di minoranza sulla mozione che chiede lo scioglimento dei gruppi politici di chiara matrice neofascista sulla base del dettato costituzionale. Mozione che era stata presentata a Ottobre scorso a seguito dei gravi fatti avvenuti nel corso di una manifestazione a Roma e culminati con l’assalto alla sede della CGIL”.

I dem sottolineano: “In Aula Consiliare abbiamo visto e sentito di tutto. Dapprima l’assenza esibita e plateale alla presentazione della mozione. Poi le frasi urlate dal fondo della sala consiliare inneggianti allo scioglimento dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI). Vi sono poi stati interventi inaccettabili, arrivando a sostenere che il Partito Democratico nascesse da forze politiche antidemocratiche. Si è pure fatto riferimento al PCI, messo in collegamento con i gravi fatti della guerra in Ucraina operati dal regime di Putin”.

“Purtroppo – commentano – tale atteggiamento ripete l’analogo comportamento del centrodestra in occasione dell’ordine del giorno con il quale abbiamo introdotto per la concessione di luoghi e spazi pubblici l’adesione ai valori sanciti dalla Costituzione, di non professare o praticare comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici, sessisti, violenti, nella piena osservanza della legge e dei regolamenti comunali”.

Burgazzi e Poli concludono: “Ci aspettavamo che sull’antifascismo e sulla condanna dei movimenti che utilizzano la violenza ci fosse un’adesione unanime. E ancora di più sorprende la contrarietà e l’ostilità espresse dalle forze più moderate e di ispirazione liberale o centrista. Evidentemente prevale il desiderio di non inimicarsi i voti dell’elettorato contigui alle forze dell’estrema destra”.

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