Ambiente
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Inquinamento e salute,
incontro in sala Bonomelli

Si è conclusa in sala Bonomelli del Centro Pastorale la giornata di informazione su inquinamento e salute organizzata da Rete Ambiente Lombardia. Tenere alta la guardia, non stancarsi di premere sulle istituzioni civili e sanitarie affinchè attuino una vigilanza costante sulle correlazioni tra attività economiche e salute: questo il messaggio arrivato forte e chiaro dalle parole di Edoardo Bai, medico di Isde, l’associazione del medici per l’ambiente, un volto noto a Cremona fin da quando scoppiò il caso Tamoil e la città scoprì cosa galleggiava sotto le torri di raffinazione e  i terreni delle canottieri. Da Bai, un forte monito alla società civile a non demordere dal pretendere chiarezza e controlli a tutela della salute, a cominciare dallo studio epidemiologico non ancora concluso.

 

Il convegno è stato aperto da Daniele Mandrioli, direttore dell’Istituto Ramazzini (ascolta qui la sintesi del suo intervento) a cui hanno fatto seguito gli interventi di Roberto Lucchini, medico dell’università di Brescia, attualmente negli Stati Uniti, che in un video ha parlato degli studi sulle possibili correlazioni tra metalli pesanti e malattie neurologiche come il Parkinson. A seguire Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia: “Tutti ieri hanno parlato della giornata della terra, ma ora che si faccia qualcosa. La Lombardia continua a consumare terra, sono stati persi 350mila ettari di terreno in ecosistemi naturali e agricoltura perchè li abbiamo cementificati. Abbiamo 1,5 milioni di bovini e 4,5 milioni di suini, che producono 85 milioni di tonnellate annue di liquami. Nel 2021 la città di Cremona ha raggiunto 66 giornate di superamento dei limiti di pm10 invece dei 35 giorni all’anno stabiliti della direttiva UE per la tutela della salute. E già oggi Cremona ha raggiunto i 41 giorni, anche a causa di un inverno privo di ventilazione e di precipitazioni”.

Meggetto si è soffermata sul particolare tipo di particolato sottile che pesa sulla Bassa Padana: “Su Cremona non sono sempre camini e tubi di scappamento che producono le polveri sottili, cosiddette primarie. In realtà la maggior parte sono polveri secondarie che  si formano dalla combinazione tra ammoniaca generata principalmente dagli allevamenti intensivi, che si unisce con acido nitrico e acido solforico. Bisogna chiedersi- ha detto – se un territorio può sopportare tutto questo carico di allevamenti intensivi. Il 97% delle emissioni di ammoniaca in Lombardia proviene dal mondo agricolo. Lavoro e ambiente dovrebbero stare allo stesso livello. Ridurre tutto il traffico non risolverebbe il problema”.

Molto seguito l’intervento dell’infettivologo Angelo Pan, sulla correlazione tra Covid, inquinamento, regimi politici illiberali. “Ci sono tanti studi – ha detto, ma è argomento complesso, ci sono dati che fanno pensare a una correlazione, ma questo vale d’altra parte per tutte le malattie che attaccano l’apparato respiratorio, se questo è già compromesso dall’inquinamento”.

“Il Covid era prevedibile, anzi, chi studia le epidemie aveva previsto che con molta probabilità ci sarebbe stata un’infezione originatasi dalla Cina e da un virus proveniente dai pipistrelli. Prevedibile era pure la guerra in Ucraina. E’ difficile pensare a cosa potremmo fare per il futuro, anche perchè i cinesi non hanno lasciato né lasciano tuttora trapelare nulla. La capacità di guardare lontano è complessa, e i cinesi sono assolutamente impermeabili. Non solo: vivono in un Paese dove animali e persone spesso vivono insieme, una commistione che lascia facilmente prevedere un salto di specie, anche se ci saremmo aspettati che avvenisse per la peste suina o l’aviaria. La distruzione dell’ambiente mette in contatto l’uomo con virus che prima erano presenti solo in nicchie ecologiche. Se ai salti di specie si unisce la capacità di movimento delle persone, la cosa si fa difficilmente gestibile”. Alcuni aspetti legati alla vita sul pianeta sono evidenti; come pure la correlazione tra dittature e problemi sanitari: la pandemia ha dimostrato che i Paesi con il minor tasso di libertà e la minore circolazione di informazioni sono anche quelli dove l’epidemia è meno controllabile. Purtroppo sta aumentando il numero di Paesi dove questo avviene”.

Per quanto riguarda il Covid, a Cremona “la situazione è in questo momento tranquilla. Mentre fino alla variante Delta di tutti i casi che ho visto un solo paziente è morto con il Covid, tutti gli altri per il Covid, quello che succede oggi è che i ricoverati sono persone in età avanzatissima, per le quali anche l’influenza potrebbe esser letale, e si muore prevalentemente con il Covid. In questo momento in ospedale abbiamo un solo paziente in ventilazione non invasiva, a differenza della prima ondata. Il virus sta cambiando, ma non vuol dire che siamo fuori dalla pandemia. La variante attuale è meno patogena, ma la prossima sarà sicuramente più contagiosa, perchè dovrà sostituire quella attuale, ma non sappiamo se sarà più buona o più cattiva. Quindi le regole di contenimento dovrebbero valere sempre. E bisogna vaccinarsi, oggi solo il 64% ha fatto la terza dose”.

Qualche elemento di preoccupazione lo dà l’arrivo di profughi ucraini, “sono vaccinati al 34%. Oggi non c’è un problema, ma il loro numero potrebbe aumentare”.

E sull’altro fronte che si è aperto da pochi giorni, l’epatite d’origine virale, martedì – ha detto Pan – ci sarà un incontro tra sanitari in Regione. gbiagi

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