Lettere
Commenta

I Maggio, la riflessione del
Movimento Cristiano Lavoratori

da Michele Fusari, presidente MCL del cremones

Il messaggio della Commissione per i problemi sociali ed il lavoro della CEI per la festa del primo maggio, la festa del lavoro e dei lavoratori, in questo anno 2022 va direttamente a evidenziare uno dei più gravi problemi che, in una fase politica sociale e sanitaria ancora complicata, attanaglia il mondo del lavoro: l’elevato rischio per la salute e per la stessa vita a cui sono esposti i tanti lavoratori.

Lo scorso anno, secondo i dati INAIL, sono stati 1221 i lavoratori e le lavoratrici che hanno lasciato la vita sul luogo di lavoro, una vera e propria tragedia umana per i famigliari e gli amici delle persone defunte ma anche una tremenda responsabilità che pesa non solo sui datori di lavoro ma anche su chi è preposto al controllo affinché queste situazioni non si verifichino nelle fabbriche, negli uffici, nei campi, nei cantieri.

A ciò vanno aggiunti, come giustamente ricordano i Vescovi, i tanti morti, i feriti e gli invalidi “sommersi”, magari stranieri, condannati alla precarietà dalla loro condizione irregolare o semi regolare. Davvero si può dire che siamo di fronte “a un moderno idolo che continua a pretendere un intollerabile tributo di lacrime”, in nome di un’ansia da profitto che tutto calpesta e che, sistematicamente, dimentica ciò che più volte anche Papa Francesco ha ribadito, ossia di come la vera ricchezza sia costituita dalle persone e dal capitale umano che ha un valore inestimabile agli occhi di Dio e agli occhi del vero imprenditore.

A venire sfidata non è soltanto la legge dello Stato, che appare quasi impotente a farla applicare e rispettare, ma la stessa dottrina sociale della Chiesa, che pone al centro della vita economica e sociale l’integrità e la dignità della persona umana ; se davvero si vuole perseguire quella complementarietà fra lavoro e capitale che da sempre è l’obiettivo dell’azione sociale dei credenti, occorre che questo accada in un contesto di equità, in cui le modalità organizzative dell’impresa tendano alla ricerca della creazione di quel lavoro degno che in primis rispetti la salute e la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici e salvaguardi inoltre l’ambiente.

Come Movimento Cristiano Lavoratori (MCL) riteniamo che questo percorso virtuoso possa essere sempre più perseguito tramite una maggior collaborazione fra gli imprenditori, le autorità pubbliche, i sindacati e i corpi sociali intermedi, con quella “assunzione di responsabilità collettiva e preventiva” che la Cei auspica e che deve manifestarsi nel concreto il prima possibile affinché si tenda sempre più a invertire il trend negativo e a risolvere il dramma delle morti sui luoghi di lavoro.

Questo però significa mettere mano fin da subito ad una serie di azioni coerenti e impattanti a partire dalla necessità della formazione continuativa che giova sia al lavoratore tanto quanto all’impresa stessa. Significa superare la logica della competitività al massimo ribasso dei costi, che, soprattutto nel settore degli appalti pubblici, crea situazioni in cui non solo è a rischio la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici, ma viene molto spesso sacrificata la qualità – e magari anche la sicurezza – delle opere pubbliche con danni per la cittadinanza nel suo insieme.

Significa inoltre prendere atto di quanto l’economia sommersa sia ancora, ahimè, diffusa e sviluppata, non in basse percentuali, in rapporto alla globalità del sistema economico del nostro Paese, operando di conseguenza alla ricerca di vie e strade che la riconducano nell’ambito della legalità, nella convinzione che la vera sicurezza non derivi però soltanto dall’applicazione ferrea delle norme e dall’efficacia dei controlli, ma da una buona e lungimirante cultura etica dell’impresa.

Non mancano infatti le buone prassi e le buone pratiche nel modo di fare impresa, anche nei nostri territori, le quali devono sempre più essere mappate e messe in evidenza in modo tale da “fare sistema a livello di visibilità e di opinione pubblica”, prese quindi come modello da imitare. Buon Primo Maggio a tutti!

© Riproduzione riservata
Commenti