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"Magistrati intoccabili. Ecco
perchè votare sì ai referendum"

da Sergio Ravelli, Partito Radicale

L’Associazione Nazionale dei Magistrati l’ha agitato, minacciato e poi proclamato: sciopero contro la pur più che blanda riforma del Consiglio Superiore della Magistratura del ministro della Giustizia Marta Cartabia. Parola d’ordine: “Vogliamo essere ascoltati”.

Le loro ragioni le hanno esposte in audizioni, trasmissioni televisive, interventi, articoli, ovunque. Non vogliono essere “ascoltati”. Vogliono imporre il loro modo di vedere le cose. Si ergono a legislatori, vogliono imporre la loro legge, il loro diritto, e impedire ai legislatori di fare, come loro diritto-dovere, le leggi. Vogliono difendere privilegi di casta, postazioni di potere, si ritengono intoccabili, vogliono continuare ad essere, come sono sempre stati, tecnicamente irresponsabili.

Questi “intoccabili” proclamano l’agitazione per il 16 maggio, a ridosso del voto sulla legge al Senato. Legge già approvata alla Camera con appena 41 contrari, su 369 votanti. Una inaudita ingerenza. Sono, nei fatti, la punta di diamante del Partito Gustizialista Immobilista, che difende con le unghie e con i denti privilegi e postazioni di potere. Nel modo più assoluto non vuole che ci sia alcuna riforma per la giustizia. È impegnato a fondo in un’azione di contrasto. In questo sono onesti: non l’hanno mai nascosto, sono di rara coerenza: la loro è un’azione efficace di pervicace sabotaggio.

Per quel che riguarda i referendum vogliono esplicitamente che manchi il quorum, e con loro “salti” qualsiasi pur blando processo di riforma. Il Partito Giustizialista, ancora una volta, è il partito dell’Immobilismo; il loro programma: “Troncare, sopire, sopire, troncare”.

Con ancora più determinazione il 12 di giugno, al seggio, per rispondere a questa non tollerabile ingerenza da parte della magistratura, sarà importante votare SI ai referendum per la giustizia giusta. Con il rammarico di non poter tracciare il SI al quesito più importante – quello per la responsabilità civile dei magistrati – che la Corte Costituzionale ha sottratto ai cittadini.

Sergio Ravelli, Partito Radicale

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