Cronaca
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"Paura di chi?": giornata internazione
contro l’omobilesbotransfobia

Martedì 17 maggio, in occasione della Giornata internazione contro l’omobilesbotransfobia il Comitato Cremona Pride organizza due eventi per celebrare la giornata in città, in collaborazione con Arcigay Cremona La Rocca, Arci Cremona, Collettivo studentesco Il Megafono, La Gare des Gars, Fiab e lo Sportello Antidiscriminazioni del Comune.

La giornata rientra nella campagna nazionale promossa dalla rete Ready Blocca l’odio – condividi il rispetto, in contrasto all’hate speech ed è inserita nella rassegna La Trama dei Diritti di CSV Lombardia Sud, con l’adesione della Rete Antidiscriminazioni e il patrocinio del Comune di Cremona.

Il programma della giornata prevede due momenti distinti. Nel piazzale davanti alla ciclofficina Gare des Gars (via Dante 90), dalle 12.30 alle 14.30, ci sarà un’azione di sensibilizzazione sul contrasto alle discriminazioni omotransfobiche rivolta in particolare alla popolazione giovanile e studentesca.

Tra le 18 e le 18.30, sempre dal piazzale, partirà: Esistiamo: biciclettata contro l’omobitransfobia. L’arrivo è previsto per le 19, al Parco al Po, nei pressi della Panchina Arcobaleno dove ci sarà lo spazio per interventi e riflessioni sulla giornata.

“La ricorrenza del 17 maggio è profondamente significativa per la comunità LGBTQIA+: il Comitato Cremona Pride vuole ribadire oggi come le cose possono e devono cambiare, nella percezione della società e nei fatti concreti della politica, come è successo 32 anni fa con la rimozione dell’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali” commenta Chiara Luccarini, vice presidente del Comitato Cremona Pride. “Con gli eventi organizzati in questa giornata, grazie alla rete di realtà che hanno aderito con convinzione, vogliamo riappropriarci degli spazi della nostra città, parlando direttamente con le persone che la abitano: solo attraverso la conoscenza e il reciproco rispetto possiamo cancellare l’odio”.

“Quanto emerge dal report che ogni anno l’associazione pubblica in occasione del 17 maggio è preoccupante: una violenza di stampo omotransfobico ogni tre giorni” aggiunge Lorenzo Lupoli, presidente di Arcigay Cremona La Rocca. “Per le persone lgbti che subiscono violenza non si tratta di un’esperienza eccezionale, episodica, bensì ricorrente e l’omobitransfobia diviene un’esperienza quotidiana, una sorta di monito che le opprime e questo è intollerabile in un Paese civile.

Nei casi più gravi di omobitransfobia si muore, lo dico con dolore e rispetto verso chi non ce l’ha fatta, perché si tratta di storie che oltrepassano i filtri complessi e opportuni che hanno i suicidi, nel racconto mediatico. Per questo – conclude Lupoli – il mio pensiero va a tutte le persone che dell’omobitransfobia portano le ferite o che non ci sono più: il nostro impegno quotidiano è innanzitutto per riscattare tutte e tutti loro”.

 

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