Cronaca
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Esplosione Casalmaggiore: aperta
indagine per omicidio colposo

AGGIORNAMENTO – La Procura di Cremona ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, con l’ipotesi di accusa di omicidio colposo dopo la morte di Elizabeth Acheampong, la donna di 68 anni di origine ghanese, spentasi all’ospedale Niguarda di Milano a distanza di tre giorni dall’esplosione della bombola di gas che si trovava nell’appartamento di via Cavour.

La donna aveva spostato da una decina di giorni la residenza a Vescovato, dopo che la stessa era rimasta negli anni scorsi a Casalmaggiore, e sabato era in visita alla famiglia del figlio. Stando a quanto si è appreso, infatti, la 68enne è la madre dell’uomo che, fuggendo con la figlioletta di 2 anni in braccio, si è ferito al piede nella fuga, e dunque la suocera di Deborah Adjei, l’altra donna finita al Niguarda e tuttora ricoverata per le gravi ustioni. Aveva sette figli, sei dei quali residenti in Ghana, dove probabilmente il funerale sarà celebrato, e uno invece in Italia, appunto a Casalmaggiore.

Lo stabile, che fino agli anni ’90 ospitava l’asilo Chiozzi, oggi è diviso tra la sede di Rive Gauche, una scuola di musica, uno studio di fisioterapia e due spazi di ritrovo per gruppi religiosi. Oltre a quell’appartamento, l’unico abitato dalla famiglia ghanese. Il sopralluogo da parte del laboratorio mobile del Nucleo Investigativo dei Vigili del Fuoco, giunto da Milano, è stato favorito da don Claudio Rubagotti, parroco di Casalmaggiore, dato che la Fondazione per l’assistenza ai Minori è proprietaria dell’immobile e anzi ha nei vari affitti il suo unico introito.

“Sono affranto e addolorato – ha detto don Claudio – per quanto accaduto e sono vicino a chi soffre e piange questa donna e a tutta la comunità ghanese, così ricca qui a Casalmaggiore. Al contempo esprimo preoccupazione per chi ha perso, nei giorni a venire, la possibilità di lavorare e operare all’interno della struttura. Ma dinnanzi alla tragedia di una vita perduta, il resto passa in secondo piano”.

La Fondazione ha precisato che tutti i contratti d’affitto sono in regola e che, a proposito di manutenzione, la caldaia che serve anche l’appartamento dell’esplosione, era stata sostituita a inizio 2022, dunque da pochissimi mesi. Un’attenzione che però non è servita, anche perché molto probabilmente le cause dell’esplosione sono da ricercare altrove: in quella bombola di gas, appunto, incautamente utilizzata dentro casa.

Giovanni Gardani

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