Cronaca
Commenta

Nuovo Polo Infanzia "Martiri della
Liberta" al quartiere Po, il progetto

Dopo la chiusura della scuola dell’infanzia Martiri della Libertà in via dei Classici, 7, dichiarata inagibile a seguito degli esiti della verifica di vulnerabilità sismica, è stata programmata la costruzione di un nuovo edificio per accogliere il Polo dell’infanzia, fascia di età 0/6 (nido e scuola dell’infanzia). Avvenuti tutti i passaggi, si è ora giunti al progetto definitivo del nuovo Polo per l’infanzia Martiri della Libertà, realizzato dallo Studio Associato Settanta 7 di Torino, in stretta collaborazione con il Settore Progettazione e Manutenzione del Comune di Cremona (al quale si deve la stesura del progetto preliminare dal quale si è poi partiti), che nasce come risposta alle esigenze dell’Amministrazione comunale che, in accordo con la direzione didattica, intende contribuire ad un miglioramento della qualità della vita scolastica e dei processi di apprendimento attraverso l’adozione di nuove configurazioni spaziali per gli ambienti ad uso scolastico.

L’idea della scuola è espressione anche della comunità e del territorio, pertanto i temi del cambiamento e le esigenze che riguardano gli ambienti fisici della nuova scuola sono stati sviluppati in linea con gli strumenti urbanistici e la normativa vigente di settore. Con la costruzione del nuovo Polo dell’infanzia, concepito anche come Civic Center, l’Amministrazione Comunale intende perseguire i seguenti obiettivi: adottare il sistema educativo integrato 0-6, che sarà particolarmente favorito essendo entrambi i livelli scolastici a gestione comunale, distinti su livelli differenti, favorire l’utilizzo di alcuni spazi interni da parte della comunità locale per attività diverse da quelle scolastiche e consentire ai bambini che frequentano il parco l’utilizzo delle corti interne attrezzate durante il periodo di chiusura delle attività scolastiche.

Il progetto nasce quindi, da un lato, dallo studio dei caratteri del luogo, in modo da determinarne gli elementi caratteristici e significativi, dall’altro, dall’approfondimento dei caratteri funzionali dell’opera in modo tale da attribuire a ciascuna funzione spazi appropriati, collocati in un efficiente sistema di relazioni. “Oggi – spiegano dal Comune – emerge la necessità di vedere la scuola come uno spazio unico integrato in cui i microambienti finalizzati ad attività diversificate hanno la stessa dignità e presentano caratteri di abitabilità e flessibilità in grado di accogliere in ogni momento persone e attività della scuola offrendo caratteristiche di funzionalità, comfort e benessere”.

La scuola diventa così “il risultato del sovrapporsi di diversi tessuti ambientali: quello delle informazioni, delle relazioni, degli spazi e dei componenti architettonici, dei materiali, che a volte interagiscono generando stati emergenti significativi”. Numerosi studi svolti dal punto di vista dell’architettura, dell’economia gestionale e della pedagogia, sottolineano ormai l’importanza che assume l’ambiente nel delicato funzionamento delle scuole. “Spazio di vita, luogo dinamico di conoscenza e crescita, ma soprattutto un luogo in grado di accogliere e al contempo favorire il complesso sistema di relazioni che si intrecciano tra bambini, insegnanti e genitori”.

Con queste premesse il progetto definitivo recepisce in maniera le norme tecniche-quadro presentate dal Ministero dell’istruzione il 11/04/2013. Nello specifico, le aule didattiche sono concepite per accogliere una didattica multidisciplinare, dinamica dove il layout di arredo non è fissato da schemi standard, i locali sono capaci di accogliere attività integrative tramutandosi all’esigenza in spazi laboratoriali. Queste necessità hanno alla base un principio di autonomia di movimento per lo studente che solo uno spazio flessibile e polifunzionale può consentire. Dunque lo spazio in cui l’insegnante avvia le attività o fornisce indicazioni agli alunni diventerà, nel segmento successivo dell’attività didattica, uno spazio organizzato per attività collaborative tra gli studenti in cui ciascuno può avere un compito individuale che però ha un senso anche all’interno di un gruppo. Un modo di lavorare in cui le peculiarità e le diverse competenze di ciascuno sono valorizzate e ricomprese in vista di un risultato comune. In questo ambiente il docente non ha un posto “fisso” ma si muove tra i vari tavoli offrendo il suo insostituibile ruolo di supporto e facilitazione all’apprendimento che all’interno di ogni gruppo prende forma.

L’uso diffuso delle tecnologie permette e richiede un’organizzazione diversa dello spazio dell’apprendimento. Di qui la necessità di una progettazione integrata tra gli ambienti che potremmo definire, mutuando un’espressione dal mondo degli ambienti online, “interoperabili”. L’area di intervento ricade nella parte di città consolidata ovvero centro storico, quartiere Po e prima cintura. L’impostazione generale della progettazione degli impianti meccanici, elettrici e speciali, congiuntamente agli aspetti funzionali dei componenti costituenti l’involucro edilizio, sarà rivolta al raggiungimento di un sistema tecnologico di estrema affidabilità e funzionalità, finalizzato al massimo contenimento energetico ed alla riduzione al minimo degli impatti rispetto all’inquinamento ambientale, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa nazionale vigente.

Pertanto, le strategie progettuali adottate si articoleranno in una serie di aspetti costruttivi e funzionali tipici di un’edilizia eco-sostenibile ed eco-compatibile i cui obiettivi principali sono il massimo contenimento dei consumi di energia attraverso il miglioramento delle prestazioni energetiche dell’involucro edilizio, l’adozione di strategie passive quali la scelta delle facciate, il controllo dell’irraggiamento solare, l’illuminazione naturale,  la scelta delle più evolute tecnologie degli impianti meccanici ed elettrici che privilegiano oltre al comfort, la massima efficienza, flessibilità, facilità di gestione, bassi costi di manutenzione e il miglioramento delle condizioni di sicurezza, benessere abitativo e compatibilità ambientale, dell’utilizzo dell’energia, attraverso un’attenta gestione della risorsa idrica, la scelta di materiali eco-compatibili e l’utilizzo di energie rinnovabili. Ma anche l’ottimizzazione dell’impegno economico dell’investimento nonché l’esercizio e manutenzione degli impianti al fine di conseguire un risparmio oltre che per la costruzione anche nella successiva fase di gestione della struttura, il massimo utilizzo della luce naturale per l’illuminazione dei locali occupati e un buon accesso di luce naturale nelle zone di gioco consente una riduzione dei carichi elettrici per illuminazione nelle ore diurne nonché un maggior comfort visivo per gli occupanti.

La realizzazione del nuovo Polo dell’infanzia si inserisce nel più ampio intervento dell’Amministrazione comunale, per un costo preventivato di 15.494.103,23 Euro (di cui 15.000.000,00 da finanziamenti statali e 494.103,23 euro cofinanziati dal Comune), riguardante il Quartiere 10 (Po-Parco-Canottieri-Trebbia). Il Comune di Cremona ha infatti già ottenuto 15.000.000,00 di euro (contributo massimo riconoscibile per ogni proposta ammessa al finanziamento) sul Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’abitare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, finalizzato a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale, a rigenerare il tessuto socio-economico, a migliorare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici, nonché a migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini. Un impegno sfidante per la rigenerazione urbana di Cremona che vede da tempo al lavoro tutti i vari Settori e Servizi dell’Amministrazione.

© Riproduzione riservata
Commenti