Cronaca
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Sculture africane al centro
arte Perini di Castelvetro

È interamente dedicata alla scultura africana la mostra che si tiene, fino al 5 ottobre, al Centro Arte Perini di Castelvetro Piacentino. Le sale di Località Ponte 7 ospitano, infatti, le opere della collezione di Giordano Garuti, decano della pittura cremonese e artista di fama internazionale. «La vita mi portò a lavorare in Africa occidentale – spiega – negli anni che vanno dal 1968 al 1974 come tecnico addetto alla direzione di costruzioni di pozzi d’acqua nella Repubblica del Niger. Questo lavoro mi portò a percorrere migliaia di chilometri addentrandomi in lungo e in largo nel continente africano, dai confini del Mali a quelli della Nigeria, Benin e Burkina Faso. Era normale visitare questi Paesi e prendere coscienza dell’esistenza di queste forme d’arte, lasciandosi coinvolgere dal loro fascino primitivo e sorprendente. Cominciai con il comprare alcuni pezzi tra lo scherno dei miei compagni di lavoro, che non capivano quelle cose. In principio, non era facile ottenere risultati che mi soddisfacessero, per le poche cose che riuscivo a trovare nei ritagli di tempo libero ma, con il tempo, la conoscenza sempre più approfondita dei luoghi, maturata attraverso le miglia spese avventurosamente, mi permise di avere contatti diretti con differenti culture e di vivere nel profondo con quelle tribù dove il culto degli Antenati si praticava attraverso la statuaria, le maschere propiziatorie, i reliquiari ed i feticci, tramite spirituale tra la Terra ed il Cielo». Ed è proprio questa la “chiave di lettura” per avvicinare e apprezzare profondamente questi manufatti che hanno una storia e un significato ben precisi. «La passione per l’arte di questo continente – aggiunge il patron, Massimo Perini – mi ha spinto a chiedere in prestito di questa importante raccolta che comprende pezzi di assoluto interesse, tutti da scoprire». «La Collezione Garuti – conclude il curatore, Simone Fappanni, rappresenta un’opportunità davvero importante per lasciarsi conquistare dalla profondità di opere che sono connotate da una fattura alquanto pregiata, ma anche da precisi significati simbolici che le ammantano nel profondo. Non si ravvisano, infatti, elementi superflui o meramente accessori, fine a se stessi, ma tutto, anche i dettagli minimi, concorrono all’insieme, andando ben lontano da intenti puramente ornamentali o decorativi».  La mostra, accompagnata da una brochure esplicativa a disposizione dei visitatori, è visitabile gratuitamente da lunedì a sabato dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.30, giovedì solo al pomeriggio.

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