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Caduta del Governo, Carletti:
"Menefreghismo istituzionale"

“Sono ormai due giorni che si legge ovunque del tradimento a Draghi, come se fosse stato un Sovrano cui giurare fedeltà e non il Presidente del Consiglio dei Ministri di una Repubblica parlamentare e questo rispecchia il modo con cui Draghi è arrivato a Palazzo Chigi e forse anche quello con cui ha condotto la sua esperienza di Governo”: questo il commento del consigliere comunale Paolo Carletti sulla recente caduta del Governo, puntando il dito su chi ne è stato il fautore.

“Personalmente poco mi importa se Draghi sia stato tradito e da chi, quel che mi importa è che ci sono invece formazioni politiche che, lasciandoci senza un Governo alle porte di agosto, tradiscono il Paese per rincorrere sondaggi e risvegliare pulsioni barbare, sopite da un paio di governi di buon senso”.

“Votare è naturale, ci dicono questi campioni del tradimento al Paese e ancora, votare fa parte delle regole democratiche, risuonano i tromboni da spiaggia fregandosi le mani nel leggere sondaggi e fregandosene del futuro del Paese, perché se votare è un fatto naturale, è innaturale farlo in autunno e infatti lo si farà per la prima volta nella Storia repubblicana” sottolinea ancora Carletti.

“Eh sì, perché anche quando i Governi cambiavano a velocità repentina, chi tradiva il Presidente del Consiglio non tradiva mai il Paese e garantiva al Governo il disbrigo degli importanti appuntamenti che vedono termini perentori a fine anno, poi e solo poi si apriva ala crisi, con classico voto in primavera.

Ora no, il Parlamento peggiore della Storia leva le tende regalandoci da parte di tre o quattro leaders un’altra perla di insipienza politica e di menefreghismo istituzionale, con ciò mettendo a rischio la stabilità di un Paese che cammina su una lastra di ghiaccio da anni e che deve fare i conti con chi si muove su quella lastra di ghiaccio sempre più sottile con la grazia di un pachiderma.

Che dire allora di questa legislatura, peggio di come è iniziata non poteva iniziare e peggio di come è finita non poteva finire, il resto è affidato agli elettori perché, se l’analisi fatta qui sopra fosse comune a tanti cittadini di buonsenso, dalle urne avremo belle sorprese”.

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