Cronaca
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Varato il piano di emergenza vaccinale
Nuovo hub nell'ex Telecom di via Dante

Sarà l’ex Telecom di via Dante 134, divenuta per qualche anno sede distaccata dell’amministrazione provinciale, la prossima dislocazione del centro vaccinale anti Covid dell’Asst di Cremona. Lo stabile, dal vistoso colore giallo, figura già nell’elenco diramato oggi da Regione Lombardia, che con un atto di Giunta ha definito il Piano in vista della prossima campagna vaccinale, stabilendo diversi livelli di intervento a seconda della complessità della situazione che si creerà in autunno.

L’attuale hub vaccinale alla Sapiens chiuderà a fine settembre e non sarà più disponibile. L’Asst si era mossa pertanto alla ricerca di una nuova sede e la scelta alla fine è caduta sull’immobile di via Dante, abbastanza centrale per essere facilmente raggiungibile ma anche dotato di parcheggi nelle vicinanze.

La nuova sede sarà attiva fintantochè lo scenario epidemico sarà assestato sul livello 2, ossia fino a un massimo di 693 vaccinazioni al giorno. Se le necessità dovessero aumentare, ovvero se si dovessero somministrare fino a 1188 vaccini, è previsto lo spostamento in Fiera. Il tutto è contenuto nel  ‘Piano operativo regionale di emergenza vaccinazioni Covid-19’, varato dalla Giunta regionale alla luce dell’esperienza maturata nel corso del 2021-2022 e sulla base delle indicazioni del Gruppo di Coordinamento vaccinazioni anti Covid-19 – con Guido Bertolaso, consulente del presidente Fontana.

Nell’elenco dei centri vaccinali del Piano figura, per la provincia di Cremona, anche l’ex tribunale di Crema mentre è sparito quello di Soresina, presso il Robbiani, che aveva svolto un’importante funzione “intermedia” durante la scorsa campagna vaccinale. Non figura alcun centro nemmeno sul casalasco; la sede più vicina è quella di Viadana.

 

 

Nel documento approvato dalla Giunta regionale, la fase attuale è definita “Scenario 1”, mentre quelle successive hanno queste caratteristiche su base regionale: scenario 2: le ATS, in collaborazione con le ASST, su input della Direzione Generale Welfare, si organizzano – entro 7 giorni – per garantire fino a 35.000 vaccinazioni/die sul territorio regionale.

Scenario 3: le ATS in collaborazione con le ASST attivano – entro 15 giorni dall’input della DGW qualora il passaggio avvenga dallo scenario attuale / 7 giorni se l’attivazione avviene dallo Scenario 2 – su input della Direzione Generale Welfare, un numero di centri vaccinali idonei a sostenere un’attività di somministrazione di massa che permetta di raggiungere le 60.000 vaccinazioni/die.
La capacità vaccinale pari a 35.000 e 60.000 rappresenta il livello massimo di somministrazioni erogabili in relazione ai tempi di attivazione (7 giorni e 15 giorni) e di reclutamento del personale da parte dei centri vaccinali, così come emerso durante le precedenti fasi della Campagna vaccinale massiva.
Lo scenario 2 prevede l’attivazione di 70 Centri Vaccinali (di cui 21 massivi), 10 Centri Vaccinali gestiti da MMG e 453 Farmacie.Lo scenario 3 prevede l’attivazione di 86 Centri Vaccinali (di cui 37 massivi), 10 Centri Vaccinali gestiti da MMG e 453 Farmacie.
Entrambi gli scenari anticipano il modello organizzativo misto per la somministrazione dei vaccini, richiesto recentemente dall’Unità per il completamento della campagna vaccinale, prevedendo, inoltre, una distruzione dei centri di somministrazione che tiene conto delle caratteristiche orografiche, demografiche e di viabilità dei singoli territori.
Prosegue, intanto, in tutta la Regione il lavoro di sensibilizzazione nei confronti delle farmacie al fine di garantire la massima capillarità in ciascun territorio.
Così come già fatto nel corso della fase emergenziale di picco della campagna vaccinale, saranno attuate azioni di sistema in grado di garantire omogeneità di intervento sui singoli territori delle ATS, pur nel rispetto delle peculiarità dei diversi territori.
In particolare, il Gruppo di coordinamento guidato dalla Direzione Generale Welfare assicurerà:
– il monitoraggio costante della realizzazione delle attività a livello locale;
– il rispetto delle tempistiche di attivazione delle azioni in relazione alla modifica di scenario;
– che tutte le ATS e ASST mettano a disposizione le figure professionali (medici, infermieri, personale amministrativo) in grado di garantire il numero di somministrazioni previste nei differenti scenari;
– l’eventuale attivazione di AREU, qualora necessaria, come supporto alla campagna vaccinale. gbiagi

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