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Elezioni, occhi puntati su Calenda
Foderaro il volto cremonese di Azione

“Le elezioni politiche riguardano Camera e Senato, a livello locale indicheremo dei nomi, ma è il partito a livello nazionale che decide sulle alleanze, noi volenti o nolenti dobbiamo adeguarci”. Non si sbottona Giuseppe Foderaro, responsabile provinciale provvisorio (in attesa di congresso) di Azione, ritornato alla politica attiva dopo sei anni di assenza, e tra i primi iscritti al partito di Carlo Calenda a Cremona. In uno scenario nazionale che sta cambiando di ora in ora, è obiettivamente difficile a livello locale dire se l’alleanza con il Pd ci sarà oppure no. E tanto meno se il Pd cremonese – cremasco sta dialogando anche con chi oggi fa riferimento all’ex ministro dello sviluppo economico nel governo Renzi. L’alleanza Pd – Azione, che appariva più che probabile fino a qualche giorno fa, è sul viale del tramonto dopo l’ingresso di Gelmini e Carfagna. E le cose potrebbero ancora cambiare già tra qualche ora, dopo l’incontro previsto in giornata tra i due leader Letta e Calenda.

Ma coi 5 stelle, su questo anche Foderaro è chiaro: “Per noi il campo largo non è mai stato nemmeno pensabile. Calenda ha sempre posto questa condizione chiarissima rispetto al Pd. Non è possibile allearsi con chi ha sempre avuto avuto esiti opposti ai nostri, penso all’appoggio dato ai gilet gialli, al no ai rigassificatori e a tutte le altre opzioni che potranno ridare fiato all’Italia e quindi a tutti gli italiani. Azione ha sempre contrastato chi voleva limitare la crescita del Paese”.

Possibile quindi che Azione corra da sola il 25 settembre, il che significherebbe quasi del tutto l’esclusione dai collegi uninominali, già problematici per tutto il centrosinistra. Nomi da spendere per candidature cremonesi al momento non ne vengono fatti, ma “possiamo contare tra i nostri aderenti in provincia su profili di alto livello, con esperienza nel campo delle professioni e dell’impresa. Ma non mi chieda di fare nomi”, è la risposta lapidaria.

Coerenza con i valori dei moderati di centro è il concetto sul quale lo stesso Foderaro punta per inquadrare l’idea di Paese portata avanti da Calenda, “la mia stessa storia politica è improntata alla coerenza, anche a costo di pagare un prezzo”, afferma. Presente l’ultima volta sulla scena politica cremonese nel 2014,  nel corso dell’unica esperienza amministrativa del centrodestra a Cremona, sotto la guida del sindaco Oreste Perri, da allora Foderaro si è dedicato alla sua professione di consulente finanziario, fino a ritrovare nel 2019 quei valori nel nuovo partito nato dalla fuoriuscita di Calenda dal Pd. gbiagi

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