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Vailate, caso Alika, il sindaco: "Mio
commento riferito a post pesci siluro"

“Fuori dai c….”. E’ questo il commento di Paolo Palladini, sindaco leghista di Vailate eletto una prima volta nel 2014 e riconfermato nel 2019, sotto un post apparso sulla pagina Facebook del Corriere della Sera che parlava della manifestazione promossa a Civitanova Marche in ricordo di Alika Ogorchukwu, il venditore ambulante nigeriano picchiato a morte nei giorni scorsi.

Un commento improvvido, di cui il primo cittadino si è pentito ammettendo di aver sbagliato: “Il post che volevo commentare non era quello”, ci ha detto. “Volevo commentarne un altro che veniva poco prima, riguardava l’invasione dei siluri nel Po”. “Non sono razzista, la richiesta di dimissioni è una richiesta da avvoltoi”, aggiunge.

A farla erano stati, a stretto giro di posta, i consiglieri del gruppo di opposizione TrasformAzione che ha chiesto le dimissioni del primo cittadino. “E’ ingiustificabile che una persona, a maggior ragione se ricopre la carica di Sindaco, si possa permettere di discriminare il prossimo. Se a questo concetto, elementare, aggiungiamo la gravità del fatto di cronaca che ha scatenato la reazione riportata nell’immagine, ecco che da ‘ingiustificabile’ si passa a ‘imperdonabile’”.

“Denigrare – proseguono – il dolore di una famiglia e di un’intera comunità di fronte ad un efferato omicidio privo di senso non è un comportamento da primo cittadino, Vailate non ha fatto nulla di male per meritarsi questo. Chiediamo che il sindaco Palladini segua il naturale percorso che porta un rappresentante della pubblica amministrazione a dimettersi a seguito di un comportamento oggettivamente scandaloso. Con questo annunciamo la mozione di sfiducia che presenteremo come gruppo ma, soprattutto, come cittadini offesi dalla mancanza di rispetto dimostrata dal sig. Sindaco”.

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