Cronaca
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Ipertensione, con il caldo
rischio per i più fragili

L’estate 2022, la più calda degli ultimi due secoli, non è amica dell’ipertensione: più le temperature salgono più i valori pressori si abbassano. A lanciare l’allarme è l’Asst di Cremona, che con il suo Centro per l’Ipertensione svolge un ruolo importante.

“Per chi soffre di ipertensione, il rischio correlato alla stagione estiva è fondamentalmente quello di avere valori pressori che calano troppo”, spiega Rosario Ariano, responsabile del Centro per l’Ipertensione dell’Ospedale. “Gli elementi che contribuiscono a far sì che ciò avvenga sono molteplici. Tutti d’estate desideriamo una vita più libera, all’aria aperta, esponendoci al sole, soprattutto nelle nostre zone dove gli inverni non sono particolarmente miti. L’esposizione alle elevate temperature riduce i livelli pressori in parte per una fisiologica vasodilatazione riflessa, atta a disperdere il calore in eccesso accumulato dal nostro corpo, ma in particolare per l’aumento della sudorazione, con la quale si perdono liquidi e sali minerali”.

Questo non vale per tutti, anzi. “È dimostrato che il 15% degli ipertesi mostra un rialzo paradosso dei valori pressori proprio durante la stagione calda” sottolinea Ariano. “In questo caso la terapia va potenziata e non ridotta. In genere sono persone che mal sopportano le alte temperature, non amano esporsi al sole, prediligono le villeggiature in montagna piuttosto che al mare, in sostanza lo stress da caldo crea in loro una reazione adrenergica con rialzo pressorio”.

“Chi soffre di ipertensione ed è in trattamento può avere un calo importante dei valori pressori con sintomi quali vertigini, annebbiamento della vista, astenia; in questi casi è corretto consultare il medico curante per effettuare una riduzione della posologia della terapia farmacologica”, aggiunge Ariano. “Se invece i disturbi non compaiono è corretto proseguire con la terapia abituale: non esiste infatti un limite numerico per definire una pressione come “bassa”, è solo la sintomatologia individuale che la identifica. Se non ci sono sintomi non si cambia terapia: la pressione più bassa è meglio è”.

I pazienti che devono prestare maggiore attenzione “sono quelli che assumono diuretici, anche in combinazione con altre sostanze, gli anziani che hanno spesso la cattiva abitudine di assumere pochi liquidi, gli sportivi che sudano molto. In particolare – precisa Ariano – i soggetti a maggior rischio sono quelli con danno d’organo renale o cardiaco: presso il nostro Centro Ipertensione stiamo assistendo, in questa più che in altre estati, ad un peggioramento della funzionalità renale ed a un incremento dei ricoveri in nefrologia per insufficienza renale acuta”.

L’alimentazione e uno stile adeguato rappresentano un autentico aiuto. “Per prevenire questi disturbi è necessario bere molti liquidi (almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno), preferire la frutta e la verdura, in alcuni casi assumere – soprattutto in chi non può fare a meno dei diuretici – supplementi di potassio, evitando però, gli integratori fai da te senza prescrizione medica”, conclude Ariano.

AMBULATORIO PER LA DIAGNOSI E TERAPIA DELL’IPERTENSIONE ARTERIOSA: COME SI ACCEDE
Per prenotare una visita è sufficiente contattare il numero verde regionale 800 638638 (dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle 20) oppure recarsi agli sportelli CUP dell’Ospedale di Cremona (aperti dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 18; il sabato dalle 7.30 alle 12). È necessaria l’impegnativa del medico curante con richiesta di “Visita nefrologica per ipertensione arteriosa”.

 

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