Cronaca
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Corsie ciclabili in via Massarotti,
Nolli: "Non credo sia una scelta sicura"

Non hanno tardato le prime polemiche sul progetto di nuova viabilità in via Massarotti, con la realizzazione di una doppia corsia ciclabile e le case avanzate. A puntare il dito è il consigliere comunale del M5S, Luca Nolli. “A maggio hanno asfaltato buona parte della strada, eppure non avevano ancora rifatto la segnaletica orizzontale, dunque mi aspettavo qualcosa di strano. E qualcosa di strano sta infatti accadendo ora, quando la maggior parte dei cremonesi è in ferie, per evitare polemiche”.

Secondo Nolli, una scelta poco saggia: “La vedo male: la strada è stretta e non credo che questa nuova viabilità potrà garantire maggior sicurezza ai ciclisti” sottolinea. “Soprattutto sono curioso di vedere come affronteranno la situazione delle corsie direzionali ai semafori”. Il consigliere tira le orecchie al Comune soprattutto per le tempistiche: “lasciare una strada così trafficata senza segnaletica orizzontale per tre mesi è un’assurdità e un rischio per chi la percorre”. Ma anche per delle scelte che giudica discutibili: “E’ giusto fare le piste ciclabili, ma devono essere realizzate in modo corretto, in modo che siano sicure per i ciclisti. Farle solo per battere il record di chi ha più chilometri di ciclabili in Italia non ha senso. Basti pensare al fatto che a Cremona molte vengono snobbate dai ciclisti, in quanto spesso sono mal segnalate, o creano una viabilità più pericolosa di quando non c’erano”.

Per il consigliere pentastellato, non mancano gli esempi: “Quella in via Mantova è un grave rischio, per i suoi incroci col parcheggio, tanto che ci sono stati diversi incidenti, A Brescia ve ne sono di simili, ma con dei sistemi per rallentare le bici in prossimità degli incroci. La ciclabile di via Brescia viene snobbata perché è mal segnalate e le bici stanno in strada. Quella di via Bergamo ha tolto molti parcheggi, e i ciclisti preferiscono comunque percorrere via Fabio Filzi, strada molto più sicura. Quella di viale Trento Trieste è stretta, in contrasto con i pedoni e con incroci poco sicuri. Insomma, va bene puntare sulla mobilità sostenibile, ma non in questo modo” conclude. lb

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