Economia
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Dl Aiuti Ter: "Soddisfazione
moderata e forte preoccupazione"

Confcommercio Provincia di Cremona commenta, con “moderata soddisfazione e forte preoccupazione, le utili misure adottate dal Governo con il DL Aiuti TER ritenendole da potenziare in vista di una recessione mite e di un periodo caratterizzato dall’assenza di crescita”. Andrea Badioni, presidente di Confcommercio Provincia di Cremona: “Gli interventi in materia di crediti d’imposta, volti a mitigare l’impennata dei costi energetici, si concretizzeranno in un beneficio del 40 per cento per gasivori e non gasivori, del 40 per cento per gli energivori e del 30 per cento per i non energivori”.

“Si tratta – conclude – di misure riferite ai consumi per il prossimo bimestre ottobre-novembre. Occorrono interventi per il rafforzamento del credito d’imposta per i non energivori già operante per il trimestre luglio-settembre, oltre che per una copertura anche per il prossimo mese di dicembre. Andrebbe poi previsto un maggior ristoro per
bollette con incrementi dei costi dei consumi elettrici per kWh superiori al 100%. Considerato il momento e la situazione la risposta del Governo alle richieste di Confcommercio Imprese per l’Italia, c’è stata in minima parte, almeno abbiamo ottenuto un importante e doveroso segnale di attenzione per le nostre aziende ma, alla luce dei prossimi incrementi delle bollette, non è sufficiente e ribadiamo la necessità di procedere con ulteriori aiuti in tempi rapidi.”

Il Direttore Generale Stefano Anceschi commenta la preoccupante situazione prendendo spunto dai recenti dati pubblicati dall’Ufficio Studi di Confcommercio Imprese per l’Italia: “L’analisi congiunturale autunnale fa emergere dati impietosi: secondo le stime si prevede per la fine del 2022 una riduzione del PIL ad un +3% con una recessione mite che però avrebbe un trascinamento negativo per il 2023 con un ritorno di assenza di crescita. Inoltre, il nodo dei costi è fuori controllo con l’inflazione che si stima potrebbe attestarsi al 7,5% entro la fine dell’anno. Ricordo che la crescita esponenziale dell’inflazione è causata per metà dall’energia, pertanto, se non si trovano presto delle soluzioni, si prevede che ci saranno 120mila imprese del terziario a rischio chiusura entro la prima metà del 2023 ed avremo un Natale con una sostanziale riduzione dei consumi: si stimano 2,5 miliardi in meno rispetto al terzo quarto del 2022.”

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