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Unione Popolare: "Scuola
da sempre una nostra priorità"

“In campagna elettorale miracolosamente ed improvvisamente la scuola torna ad essere centrale per la politica, dopo essere rimasta nel dimenticatoio per anni. Se ne riempiono la bocca quegli stessi politici che quando rivestivano ruoli governativi l’hanno bistrattata con pessime riforme non condivise né col mondo scolastico né con le sigle sindacali del settore”. E’ quanto affermano in un comunicato stampa i candidati di Unione Popolare dei collegi che comprendono Cremona.

“La scuola – spiegano – è sempre stata al centro del nostro programma, della nostra azione e della nostra visione del mondo. Una società più giusta, quella che abbiamo in mente, non può che partire dalla scuola: è proprio nella scuola che si disegna il futuro e se ne costruiscono le basi. È sotto gli occhi di tutti che vanno eliminate le classi pollaio, derivate dalla legge Gelmini, va fissato un tetto massimo di alunni per classe e solo così potremo favorire l’apprendimento e il benessere di studenti e docenti”.

I candidati di UP quindi sottolineano: “È necessario superare il precariato, oggi più del 20% del corpo docente è precario. Il precariato, oltre a danneggiare la vita personale dei lavoratori, in questo caso dei docenti, non permette la continuità didattica. I docenti con almeno tre annualità di servizio vanno stabilizzati: sono stati utili fino a questo momento e lo saranno anche in futuro”.

“In Italia – spiegano ancora – i docenti hanno una retribuzione molto più bassa della media europea. Gli stipendi vanno riportati a quella media europea. Il percorso di reclutamento dei docenti voluto dal ministro Bianchi, nonché la cosiddetta “buona scuola” di Renzi e Gelmini vanno abolite. Le riforme della scuola vanno condivise e costruite assieme a chi la scuola la vive da dentro: i rappresentanti dei docenti, degli studenti, del personale Ata, dei dirigenti e le forze sindacali, e non calate dall’alto e imposte con la forza”.

I firmatari poi evidenziano: “Negli ultimi vent’anni tutte le riforme della scuola, appoggiate da quasi tutto l’arco parlamentare odierno, hanno creato un modello di scuola di tipo aziendale. A scuola si formano cittadini e lavoratori consapevoli, e con capacità critica, non sudditi ubbidienti. Gli edifici scolastici sono vecchi, in alcuni casi obsoleti o addirittura insicuri. Va creato un piano di adeguamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici. Le famiglie devono inoltre poter contare su asili nido pubblici perché i genitori, ma troppo spesso le donne, non corrano il rischio di dover abbandonare il lavoro perdendo una parte importante del bilancio familiare sia in termini economici, sia dal punto di vista della realizzazione professionale”.

“La cultura – concludono – è importante: riteniamo necessario fornire gratuitamente i libri scolastici sino al termine delle scuole superiori. Nessuno studente deve rimanere a terra: bisogna investire in un trasporto pubblico di qualità, gratuito fino ai 18 anni. Come diceva José Martí, ‘un popolo istruito sarà sempre forte e libero’”.

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