Cronaca
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Il 25 settembre messa per la
Giornata mondiale del migrante

Sulla scia delle parole di Papa Francesco, che parla di «un futuro per tutti e tutte», si celebra domenica 25 settembre la 108ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, sul tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”. La Giornata mondiale sarà vissuta anche in diocesi di Cremona con la Messa che sarà celebrata proprio il 25 settembre alle 15.30 presso la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Lauretana e San Genesio, nel quartiere Borgo Loreto di Cremona, alla presenza delle quattro comunità cattoliche di stranieri: la comunità africana anglofona, quella francofona, quella romena e quella ucraina.

Una scelta particolare quella della chiesa che ospiterà la celebrazione: la Messa era solitamente celebrata nella parrocchia di S. Maria Nascente, al Migliaro, scelta per il ritrovo periodico delle comunità straniere. Quest’anno la scelta di spostarla a Borgo Loreto, sfruttandone la sua maggiore “centralità” geografica, rendendo la celebrazione più accessibile anche a tutti coloro cui risulta difficoltoso spostarsi nella periferia della città.

Sarà don Irvano Maglia, moderatore dell’unità pastorale “Cittanova”, presso la cui chiesa di San Bassiano ha “sede” la comunità cattolica romena, a presiedere la Messa, in sostituzione al vescovo Napolioni, impegnato al Congresso eucaristico nazionale di Matera. Concelebreranno l’Eucaristia i due cappellani delle comunità africane, don Nicolas Diene e don Patsilver Okah, don Pierluigi Codazzi, direttore di Caritas Cremonese, don Pietro Samarini, vicario zonale della zona pastorale 3 e parroco di Borgo Loreto, e don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano dell’Ufficio Migrantes.

«La presenza dei cappellani etnici è segno che anche la nostra realtà ecclesiale sta cambiando – spiega proprio don Ghilardi –. La presenza di realtà straniere in Diocesi è ormai importante e rilevante per la vita delle nostre comunità».

Una Giornata che servirà quindi a dare una risposta alla provocazione lanciata dal Santo Padre, che ha detto: «Il futuro comincia oggi e comincia da noi. Non possiamo lasciare alle prossime generazioni la responsabilità delle decisioni. E i giovani devono essere protagonisti di questo nuovo inizio. Ma secondo voi, quali decisioni vanno prese subito, adesso?».

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