Cultura
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Giornate Fai, ecco i luoghi aperti
nel Cremonese il 15 e 16 ottobre

Il weekend del 15 e 16 ottobre tornano le Giornate Fai d’Autunno, per raccontare alcuni luoghi poco noti ma di grande importanza storico-artistica sia a Cremona che in provincia.

La prima novità è l’apertura al pubblico per la prima volta di Palazzo Lodi Mora Zaccaria, antica dimora nobiliare seicentesca, ora abitazione privata e sede istituzionale della Finarvedi. Nella giornata di domenica 16 ottobre si potranno visitare quattro ambienti del palazzo, caratterizzati dalle straordinarie decorazioni tardobarocche di Giuseppe Natali e Francesco Boccaccino.

Quest’ultimo si ritroverà negli affreschi di Palazzo Roncadelli Manna, le cui sale saranno inserite in un percorso comprendente la chiesa di Sant’Agostino, dove si potrà ammirare e contestualizzare la celebre “Madonna con Bambino e i santi Giacomo e Agostino”, nota come pala Roncadelli, eseguita da Perugino nel 1494.

A distanza di dieci anni dalla prima apertura al pubblico, nel weekend delle Giornate Fai, sarà eccezionalmente visitabile Palazzo Tinti Pallavicino Clavello, sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale: nella giornata di sabato 15 ottobre saranno accessibili anche agli appartamenti privati del Prefetto, dove eleganti tappezzerie ospitano alcuni pezzi fondamentali della storia dell’arte cremonese tra Otto e Novecento.

Infine, dopo un lungo intervento di recupero, si potranno visitare i saloni del Palazzo Abbaziale di Casalmaggiore, che sveleranno al pubblico gli inediti affreschi rinvenuti in occasione degli ultimi restauri, e la preziosa biblioteca, che custodisce testi antichi e rari.

Per accedere a Palazzo Lodi Mora Zaccaria e a Palazzo Tinti Pallavicino Clavello è consigliata la prenotazione, da effettuare esclusivamente online con il versamento di un contributo di 3 euro, a partire dal primo pomeriggio del 4 ottobre sul sito www.giornatefai.it. In loco saranno disponibili alcuni posti senza prenotazione ad esaurimento. Per Palazzo Roncadelli Manna e per il Palazzo Abbaziale di Casalmaggiore l’accesso non prevede la prenotazione e ai partecipanti verrà suggerito un contributo di partecipazione a partire da 3 euro, finalizzato al sostegno del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano nella gestione e nell’apertura al pubblico dei suoi beni.

Gli appartamenti privati del Prefetto saranno visitabili solo sabato 15 ottobre. Domenica 16 ottobre l’accesso alle sale di Palazzo Tinti Pallavicino Clavello avverrà dalle ore 12 e l’accesso alla chiesa di Sant’Agostino avverrà ad eccezione degli orari delle celebrazioni (domenica 16 ottobre, celebrazioni h 10-11 e 17:30).

INFORMAZIONI e ORARI DI APERTURA – 15 e 16 ottobre 2022

PALAZZO TINTI PALLAVICINO CLAVELLO
Cremona, Corso V. Emanuele II, 17
SAB: h 10-18 (ultimo ingresso h 17:40) – DOM: h 12-18 (ultimo ingresso h 17:40)
Le visite hanno una durata di 45 minuti circa con partenza ogni 20 minuti.
Prenotazione solo online consigliata (posti senza prenotazione in loco disponibili sino ad esaurimento).
Nella giornata di sabato 15 si potranno visitare anche gli appartamenti di rappresentanza del Prefetto, non accessibili domenica 16 ottobre. Domenica 16 ottobre le visite iniziano alle ore 12.

PALAZZO LODI MORA ZACCARIA
Cremona, Piazza Lodi, 7
Solo domenica 16 ottobre h 10-18 (ultimo ingresso h 17:45)
Le visite hanno una durata di 30 minuti circa con partenza ogni 15 minuti.
Prenotazione solo online consigliata (posti senza prenotazione in loco disponibili sino ad esaurimento).

PALAZZO ABBAZIALE
Casalmaggiore, Piazza Mons. Marini, 1
SAB: h 10-18 (ultimo ingresso h 17:40) – DOM: h 10-18 (ultimo ingresso h 17:40)
Le visite hanno una durata di 40 minuti circa con partenza ogni 20 minuti.
Accesso senza prenotazione.

PALAZZO RONCADELLI MANNA
Cremona, Via Colletta, 1
SAB: h 10-18 (ultimo ingresso h 17:40) – DOM: h 10-18 (ultimo ingresso h 17:40)
Le visite hanno una durata di 45 minuti circa, con partenza ogni 20 minuti e comprendono l’accesso alla chiesa di Sant’Agostino, ad eccezione degli orari in cui si svolgono le celebrazioni (domenica 16 ottobre, celebrazioni h 10-11 e 17:30).
Accesso senza prenotazione.

Per qualsiasi informazione scrivere a cremona@delegazionefai.fondoambiente.it oppure chiamare al 3791656134 dal lunedì al venerdì h 18:30-19:30 (solo informazioni, no prenotazioni telefoniche).

BREVI INFORMAZIONI STORICHE SULLE APERTURE

Palazzo Lodi Mora Zaccaria, Cremona
L’edificio sorge su un’area originariamente occupata da alcune abitazioni poi riunite in un unico fabbricato acquisito dai Lodi Mora intorno al 1650. Accanto ad esso era collocato un antico complesso religioso in cui, nel Cinquecento, trovarono sede il primo seminario della città e successivamente le oblate devote alle sante Barbara e Venturata. Un’importante riforma del palazzo fu promossa intorno agli anni’80 del Seicento da Giovanni Battista Lodi Mora e dal suo primogenito Pietro Antonio II ed è in questo periodo che si colloca la decorazione dello scalone e di alcuni ambienti del piano nobile, eseguita da Francesco Boccaccino e Giuseppe Natali. Furono gli Zaccaria, nuovi proprietari del palazzo, a promuovere la realizzazione del giardino, che prese il posto del complesso delle Sante Barbara e Venturata demolito nel 1810, e del casino da caffè, progettato da Luigi Voghera, entrambi di proprietà Leggeri. Palazzo Lodi Mora Zaccaria è oggi sede della Fondazione Arvedi Buschini. La sobrietà di matrice controriformata che caratterizza gli esterni della dimora consente di apprezzare con grande stupore l’esuberante decorazione tardobarocca che Francesco Boccaccino e Giuseppe Natali realizzarono negli ambienti del piano nobile. A questi ultimi si accede dal maestoso scalone d’onore, dove i due artisti realizzarono l’episodio di “Aurora che abbandona Pittone per inseguire Zefiro”. La scalinata conduce alla galleria, che è un susseguirsi di putti inseriti in raffinate quadrature, e agli appartamenti di rappresentanza, tra cui si distingue il salone d’onore: sul soffitto si riconosce la scena dell’imperatore Leopoldo che riceve i fulmini da Giove.

Palazzo Roncadelli Manna, Cremona
I Roncadelli, già proprietari tra il XV e XVII secolo di Palazzo Pallavicino Ariguzzi, acquistarono nel 1675 il limitrofo Consorzio di S. Omobono per trasformarlo in una residenza di gusto tardo barocco. Il prestigio della famiglia Roncadelli e la loro levatura culturale, sono dimostrati dalla commissione che la famiglia fece a Perugino nel 1494 per l’esecuzione di una pala d’altare della chiesa di Sant’Agostino, dove attualmente è ancora conservata. La morte senza eredi di Giobatta Roncadelli portò alla nomina di Galeazzo Manna quale destinatario dei beni della famiglia. I Manna – Roncadelli abitarono il palazzo fino al 1820, quando l’edificio venne ceduto agli Araldi Erizzo per poi passare ai Padri Camilliani nel 1884. I religiosi vi rimasero fino al 1903, quando il complesso fu venduto al Comune di Cremona per ampliare gli spazi dell’attiguo Ricovero di Mendicità e Soccorso ai Vecchi Poveri Cremonesi. Recentemente il palazzo è stato acquistato dalla Società Centro Padane, che lo ha successivamente restaurato. Superato l’ingresso su via Colletta si accede al cortile e ai saloni del piano terreno, che si distinguono per l’importante decorazione pittorica promossa da Francesco Roncadelli e Isabella Trecchi. Il salone ospita un grande affresco raffigurante “Ercole al bivio”, mentre nelle altre sale si trovano la “Concordia con il funiculus triplex”, che allude al matrimonio di Francesco e Isabella, e la “Felicitas publica”, che rimanda a incarichi pubblici ricoperti dal committente. Queste opere, un tempo assegnate al pittore fiammingo Robert de Longe, sono state ricondotte a Francesco Boccaccino. Al piano nobile si alternano ambienti con soffitti a cassettoni e decorazioni con motivi ornamentali.

Palazzo Tinti Pallavicino Clavello, Cremona
Il palazzo del Governo, sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale, affaccia direttamente su corso Vittorio Emanuele II, a pochi passi da piazza Antonio Stradivari, nel cuore del centro storico di Cremona.
Dell’originario nucleo cinquecentesco voluto dalla famiglia Tinti non resta che il loggiato del cortile. Nella seconda metà del ‘500 l’edificio passa alla famiglia Pallavicino e all’inizio dell‘800 ai Pallavicino Clavello, che commissionano la decorazione dei saloni in facciata all’artista cremonese Giuseppe Manfredini. Divenuto di proprietà Maffi, l’architetto Carlo Visioli ne progetta il prospetto principale che verrà ampliato e modificato negli anni ’30 del Novecento. Nel 1958 Vito Rastelli realizza lo scalone di collegamento al piano nobile. L’edificio, la cui ampia mole è il risultato di modifiche e aggiunte avvenute nel corso dei secoli, presenta una facciata omogenea di impronta neoclassica. Superato il portale d’ingresso si accede al cortile cinquecentesco, come si evince dalla sequenza degli archi a tutto sesto, e allo scalone novecentesco progettato dall’architetto Vito Rastelli, che conduce agli uffici provinciali. Questi ultimi sono caratterizzati dall’alternanza di decorazioni pittoriche tardo-settecentesche, con elementi ornamentali e scene di paesaggio assegnate a Giuseppe Manfredini, e interventi novecenteschi, come i dipinti di Mario Busini e i rilievi scultorei di Pietro Roffi. Gli appartamenti privati del Prefetto, invece, permetteranno di ripercorrere alcuni momenti istituzionali di rilievo che hanno coinvolto la città, come i ricordi delle visite dei presidenti della Repubblica, e di apprezzare arredi e dipinti otto-novecenteschi di importanti autori cremonesi, come Antonio Rizzi e Massimiliano Gallelli.

Palazzo Abbaziale, Casalmaggiore
Il Palazzo Abbaziale, costruito sul fianco destro del duomo della città di Casalmaggiore, fu voluto da don Vermondo Fantini ed edificato a partire dal XVIII secolo. L’edificio fungeva da abitazione dell’arciprete, poi abate, e da sede di rappresentanza che ha ospitato cardinali, vescovi e personaggi di spicco di passaggio a Casalmaggiore. Del maestoso palazzo restano però sconosciuti i nomi del progettista e delle maestranze che lavorarono all’interno del cantiere e che si occuparono dell’apparato decorativo. Superato il cortile d’onore, un monumentale scalone a due rampe decorato conduce agli appartamenti di rappresentanza del primo piano. La galleria, oggi divisa in 3 ambienti distinti, fungeva da spazio distributivo per i saloni passanti, che terminavano con la maestosa sala rossa. In questa stanza una finta tappezzeria rossa damascata fa da sfondo alle statue dipinte di Giustizia e Temperanza che incorniciavano l’ingresso, oggi murato, dell’alcova con la “Gloria della Vergine”. Accanto a questo ambiente il recente recupero ha restituito una preziosa decorazione pittorica dove elementi ornamentali si alternano a tondi con busti forse identificabili con i grandi poeti della cultura greco-romana. Durante la visita sarà possibile accedere eccezionalmente anche alla bellissima biblioteca che custodisce testi antichi e rari in armadiature settecentesche.

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