Cultura
Commenta

"Bassa Mon Amour": viaggio tra storie,
racconti e leggende lungo l’asta del Po

“Bassa” Mon Amour è il titolo del libro di Roberto Fiorentini che sarà presentato sabato 22 ottobre, alle ore 10, nella Sala Eventi di SpazioComune (piazza Stradivari, 7). Dialogherà con l’autore il giornalista Gilberto Bazoli. L’incontro si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Cremona (Settore Area Vasta, Ambiente e Transizione Ecologica) volte alla valorizzazione e alla conoscenza, anche dal punto di vista storico e culturale, del Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del Po e del Morbasco: “Bassa” Mon Amour narra infatti storie, racconti e leggende nascoste della pianura padana lungo l’asta del Po, nelle terre di confine tra le province di Cremona e Parma.

Un percorso ben descritto in questo passo dell’opera: “Il cammino riprende. Si viaggia verso est. I cartelli ricordano che si entra per pochi metri a Gerre Borghi. Appaiono case e tenute agricole solitarie come isolotti abbandonati nell’oceano. La strada sale improvvisamente sull’argine. È una lingua d’asfalto in mezzo a un mare di color verde: d’estate e di un marrone slavato: d’inverno. Le piante di mais e gli alberi della golena, come tanti pesci, nuotano in branco. Sparsi, come zattere senza guida, rettangoli e trapezi di rosso mattone. Sono i tetti robusti delle cascine acquattate nella ‘Bassa’.

Nella bella stagione, il vocio delle cicale si mescola al rumore meccanico della mietitrebbia. Nei lunghi mesi di gelo, i tristi muggiti delle vacche da latte si uniscono ai lamenti delle cornacchie. Nel percorso appare la località Bonemerse. Bellissimo nome che indica la fertilità di questi luoghi. Terre meravigliose per l’agricoltura spuntate, come per miracolo, dalle acque melmose del Padus. Una colonna si alza in mezzo alla terra; l’ultima testimonianza di un lazzaretto riservato ai malati di peste e di lebbra. Sui lati erano dipinte immagini sacre oggi non più visibili tra cui la ‘Madonna Consolatrice’.

Icona venerata dalle puerpere che chiedevano, per i loro neonati, abbondanza di latte materno. Dopo 5 chilometri, la strada asfaltata svolta, bruscamente, a sinistra con una curva a gomito. Il cartello porta scritto località Brancere. Si prosegue su strade bianche. Dritto ci si immerge, ancora di più nella campagna. A destra si scende verso Isola Provaglio: ameno luogo del ristorante ‘Lido Ariston’ detto ‘Sales’. Parola dialettale dolce e poetica per indicare la pianta del Salice piangente che perpetua, da millenni, le sue lacrime lungo le rive. A sinistra si prosegue sulla strada asfaltata. A picco, sotto l’argine, un minuscolo camposanto. Luogo di riposo eterno e crocevia di storie infinite”.

© Riproduzione riservata
Commenti