Cronaca
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Nell'Ex Filanda di Soncino
la personale di Laura Pozzi

Domenica 30 ottobre, alle ore 17, negli spazi dell’Ex Filanda di Soncino, in via Cattaneo, s’inaugura la mostra personale di Laura Pozzi. Residente a Isengo, autodidatta, ha maturato la propria cifra stilistica guardando soprattutto alle avanguardie e in particolare all’esperienza astratto-informale di Jackson Pollock. Da sempre attratta dal mondo delle Beaux-Arts, dipinge e crea per trasporre sulla tela e su altri supporti quanto la sua ispirazione le suggerisce. Lavorando in ospedale e seguendo un corso di Art Terapy ha iniziato a precisare i contorni del suo stile in cui la tinta ricorrente è il blu, declinata in infinite sfumature. Essa, secondo l’artista, favorisce la sua meditazione e riflessione che confluisce nelle sue opere. Ha esposto con successo nell’ambito di diverse rassegne collettive e ha allestito personali, conseguendo positivi consensi di critica e pubblico. Suoi lavori sono pubblicati in libri, periodici e cataloghi.

“Laura Pozzi – spiega il curatore, Simone Fappanni – è un’artista davvero originale. Utilizzando prevalentemente acrilici, smalti, tessuti e collanti naturali, ha dato vita a un iter espressivo connotato dall’inserimento, in seno all’opera, di maschere, figure e oggetti. Essi non sono affatto sinonimo di una sorta di “mimetizzazione” dietro la quale celarsi, quanto l’esatto contrario. Questi elementi sono una proiezione ideale della stessa Pozzi, un “alter ego” che si colloca al centro dell’opera essendone al contempo l’origine e la derivazione semantica. Una “presenza” viva e autentica, dunque, che porta questa eclettica creativa a tradurre emozioni e stati d’animo in tele dal notevole impatto espressivo. In questo senso bene si comprende la scelta di utilizzare tessuti non per imbrigliare la materia, ma per espanderla in un continuo richiamo a quel senso di leggerezza e di protezione che deriva dalla loro consistenza che ora si fa plastica, ma più spesso aerea, quasi fosse un richiamo, forte e deciso, a quella “libertà” assoluta di pensiero a cui ambisce l’artista”.

“Siamo dunque di fronte – prosegue Fappanni – a un “percorso dell’io” ove il dato biografico viene a coincidere con quello narrativo, seppure si configura e concretizza su un piano schiettamente metaforico. E se è vero che ogni forma ha la propria specificità, tutte le opere di Laura Pozzi hanno la propria connotazione specifica, sospesa fra realtà e immaginazione, fra vissuto e rilettura lirica dello stesso. Ne deriva una poetica fatta d’immagini e di materia, di colore e forma, di intimità rivelata senza essere esplicitamente descritta. Ogni pezzo trasmette, pertanto, un determinato “messaggio”, un frammento della sua esistenza che intende condividere secondo il registro dell’evocazione e della sottile metafora grazie al quale è possibile addivenire a una immediata immedesimazione. E tutto questo si può collocare in un alveo neo-metafisico d’intonazione simbolista che presenta connotazioni davvero particolari: quella del “mistero” del sé e, prendendo volutamente a prestito un linguaggio heideggeriano, della “scoperta” dell’esserci nel mondo”.

La rassegna, che vanta il patrocinio dell’amministrazione comunale, è visitabile gratuitamente fino al 6 novembre da lunedì a venerdì dalle ore 15 alle 18, sabato e domenica anche al mattino, dalle 10 alle 12.

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