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Alleanza Pd-5Stelle per le Regionali,
c'è il no di +Europa: "Inaffidabili"

Manca solo il decreto del Governo per rendere ufficiale la data del voto in regione Lombardia, ma pare ormai assodato che il giorno sarà il 12 febbraio. Il gioco delle alleanze è ancora aperto nel centrosinistra, il dubbio è se il Movimento 5Stelle alla fine appoggerà il candidato del Pd .
L’alleanza larga auspicata dal candidato Pierfrancesco Majorino, ma invisa a una parte dei Dem, sembra pregiudicata dal netto no di +Europa, come spiega il coordinatore per Milano (e per la provincia di Cremona)  Paolo Costanzo: “Siamo nella coalizione di centrosinistra, non abbiamo pregiudizi ma queste elezioni sono l’occasione per avviare un nuovo governo della Lombardia dopo la gestione fallimentare degli ultimi anni. La coalizione deve servire per vincere e per andare a governare. A nostro parere coi 5 Stelle sarebbe difficile governare, abbiamo diversi esempi, negli ultimi anni, di quanto siano inaffidabili. Quando sei all’opposizione è facile contestare. Ma loro sono sostanzialmente diretti dal loro leader, Conte, che sulla base di quelli che sono gli interessi del proprio partito o movimento, decide se assumere comportamenti responsabili o meno. In occasione della caduta del Governo Draghi hanno assunto un atteggiamento irresponsabile, di cui stiamo ancora pagando le conseguenze: hanno fatto cadere il governo perchè stavano perdendo consensi e rischiavano di tornare ad essere irrilevanti”.
“Hanno fatto una campagna elettorale cannibalizzando il partito Democratico”, continua. “Io credo che un Pd su posizioni liberal democratiche, riformiste social democratiche sia importante per il nostro Paese, mentre se è appiattito sulle posizioni dei 5 stelle, secondo me può fare solo male perchè si presta a posizioni assistenzialiste.
I lombardi sono molto concreti, credo che potremo catturare l’elettorato liberal democratico e anche tutte quelle persone consapevoli del fatto che Moratti non rappresenta un punto di rottura rispetto all’attuale governo della Lombardia. Moratti, responsabile fino a poco fa della politica sanitaria in regione, ha deciso di candidarsi col Terzo Polo quando le è stata rifiutata la candidatura con il centrodestra”
+Europa avrebbe preferito come candidato alla presidenza Carlo Cottarelli, ma “Majorino è attento ai diritti civili, a quelli sociali, siamo entrambi attenti ai diritti umani allargati, compresi quelli ambientali. Su certe posizioni possiamo avere punti di vista diversi, ma in politica bisogna essere bravi a valorizzare i punti in comune e quello che abbiamo noi e il Pd è la riduzione delle diseguaglianze, e fare sintesi delle posizioni divergenti”.
Un possibile ticket accettabile per il partito di Emma Bonino sarebbe Majorino – Moratti e non il contrario.

Non si fanno nomi invece, dalle parti dei 5 Stelle, che dopo il via libera di Conte a possibili alleanze con il centrosinistra, ha avviato il confronto nei territori, dove esiste una base di attivisti e consiglieri comunali che non si fidano di quello che – ad esempio a  Cremona – è il partito che  sta governando da anni.  “Ci sono cinque punti pregiudiziali – afferma il consigliere pentastellato Marco Degli Angeli – messi sul tavolo da Conte, per poter dire di mettere insieme un’agenda veramente alternativa al centrodestra: sanità pubblica prioritaria, sia a livello di ospedali ma anche Rsa e Rsd; decomissioning degli inceneritori partendo da quelli più vetusti; forti riduzioni degli allevamenti intensivi; stop alle autorizzazioni facili al biogas e alle infrastrutture stradali insostenibili sul piano economico finanziario, ad esempio, sul nostro territorio, l’autostrada Cremona Mantova. E poi, si deve ripartire dai centri per l’impiego pubblici, non più in commistione con il privato”.

Per noi – aggiunge Degli Angeli – è prioritario partire da questi temi, lo abbiamo detto chiaro e tondo perchè abbiamo visto che dall’altra parte si parlava solo di nomi e mai di contenuti.  Siamo disponibili al dialogo anche con SI e Verdi, i  tavoli sono appena iniziati, ma c’è la titubanza da parte di alcuni territori: nell’incontro avvenuto tra Cremona, Mantova e parte della provincia di Lodi, abbiamo  visto parecchia perplessità nei confronti del Pd, perchè si ritiene  che se anche questi 5 punti fossero accettati poi non ci sono garanzie di attuazione, perchè fino ad oggi a livello comunale le amministrazioni sono andate in direzione opposta. A livello regionale comunque il dibattito è ancora aperto; entro la settimana si affronteranno i punti e verrà presa una decisione; i punti li abbiamo presentati non solo al Pd, ma a tutte le forze politiche e civiche che hanno al centro le tematiche per noi fondamentali”. gbiagi

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