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Federproprietà-Censis, Covid ha spinto riorganizzazione routine e stile di vita in casa

(Adnkronos) – Il confinamento volto a tamponare le gravi conseguenze prodotte dal Covid19 ha ristretto la libertà di movimento dei cittadini, ha trasformato le abitazioni in luoghi di salvezza e riscoperta: gli italiani, nell’adeguarsi alle nuove esigenze, hanno avuto la capacità di riorganizzare in maniera efficace le proprie routine e i propri stili di vita. Emerge dal primo rapporto Federproprietà-Censis ‘Gli italiani e la casa – Come cambieranno valori e funzioni della casa nell’Italia post-pandemia’, presentato oggi a Roma. 

Oggi, alcuni dei costumi imposti dalle restrizioni sono stati integrati nelle proprie abitudini; molti italiani, infatti, hanno scoperto un diverso approccio nel vivere la propria casa – più flessibile, più comodo, meno frenetico – e, nonostante il venir meno delle restrizioni, hanno scelto liberamente di innovare il proprio modo di abitare. 

Nel periodo pandemico si sono delineate nuove funzioni della casa che da luogo del privato e della relazionalità familiare si è dovuta evolvere tempestivamente in contesto di esercizio di una molteplicità di funzioni che, tradizionalmente, erano proprie di luoghi deputati.  

Con il Covid la casa ha iniziato a ricoprire diverse tipologie di utilizzo: il 96,3% degli studenti dichiara di essere attrezzato per svolgere attività di studio e formazione a distanza (modello dad); l’89,3% degli italiani cucina in casa; l’84,5% utilizza la casa come luogo di incontro per amici o parenti; il 78% trascorre in casa gran parte del proprio tempo libero; il 47,1% degli occupati vi svolge attività di lavoro smartworking; il 43,7% degli italiani vi svolge attività di fitness e sport; al 17,7% capita di svolgervi attività di cura e assistenza.  

La pandemia ha contribuito a rendere multifunzionali le case e molte attività continuano a essere svolte in casa. La casa torna al centro dello stile di vita e dell’immaginario italiano, non tanto nella versione tradizionale di garante della valorizzazione del patrimonio familiare, quanto piuttosto come fattore di rassicurazione in un tempo tribolato, espressione dell’identità personale e luogo di esercizio delle tante e diverse attività che gli individui reputano importanti e che è più facile svolgere e far coesistere in un ambiente unico, adibito al multitasking. 

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