Cronaca
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Pasini: "Non sono un mostro". In aula
"guerra" sull'analisi dei resti di Sabrina

L'imputato Alessandro Pasini (vestito di scuro) mentre entra in aula

Decisivi per la sentenza saranno i testimoni che oggi sono stati chiamati in aula dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Brescia che dovranno pronunciarsi sul destino giudiziario del 47enne cremasco Alessandro Pasini: per il giudice di primo grado Elisa Mombelli non colpevole dell’omicidio di Sabrina Beccalli, mentre per le procure di Cremona e Brescia è lui l’autore del delitto della 39enne cremasca bruciata a Ferragosto del 2020 nella sua Fiat Panda nelle campagne di Vergonzana, a Crema. “Mi dispiace, non sono un mostro”, ha detto oggi Pasini, piangendo durante la sua deposizione, incalzato dalle domande del procuratore generale Rita Anna Emilia Caccamo, convinta che l’imputato sia il responsabile della morte di Sabrina. In aula, la Caccamo ha mostrato una foto del volto di Pasini ferito da un graffio della vittima.

L’anatomopatologa Cristina Cattaneo

La testimonianza dell’accusato è stata l’ultima di una lunga giornata di udienza. In mattinata, davanti ai giudici, il pool dei consulenti tecnici del pm con a capo l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, in contradditorio con il medico legale nominato dalla difesa Angelo Grecchi, ha parlato di quanto rilevato dai resti della vittima, il cui corpo era stato scambiato per la carcassa di un cane e in parte gettato in discarica. Per la Cattaneo, le due microfratture ravvicinate su mandibola e mascella, di natura traumatica e contusiva, sarebbero espressione di una lesività tipica di un trauma causato prima del decesso. Sabrina, in sostanza, sarebbe stata colpita con violenza. Per il consulente Grecchi, invece, quelle microfratture sarebbero state causate, proprio perché vicine tra loro, da un unico urto con il bordo della vasca da bagno con il quale Sabrina avrebbe impattato in seguito all’emorragia cerebrale provocata dall’assunzione di cocaina. Nei 10 grammi di encefalo sono state rilevate tre micro emorragie (petecchie). Per Grecchi, “la cocaina, per definizione, ha una azione inibitoria a livello cerebrale, poi ha una azione vaso costrittiva con aumento della pressione arteriosa. Non si può dunque escludere che le micro emorragie cerebrali siano state causate da una intossicazione da cocaina”. La stessa professoressa Cattaneo ha confermato che le micro emorragie possono ricondursi ad un eccesso di assunzione di cocaina. 

Tutto questo, senza dimenticare che si è potuto lavorare solo su 910 grammi di cadavere, e cioè sul 32 per cento di 3 chili di un corpo cremato.

L’avvocato Andronico

“Oggi la Cattaneo e il suo staff”, ha commentato l’avvocato Antonino Andronico, legale di parte civile per la famiglia Beccalli, “hanno spiegato molto bene tutto il lavoro svolto e chiarito come delle tante rime di fratture trovate nelle ossa, molte le hanno accantonate proprio perché di dubbia origine, mentre ce ne sono ben tre alla mandibola e alla regione temporale che sicuramente sino riferibili ad insulti meccanici. In particolare modo ne hanno descritta una a forma circolare al di sotto del mento e suggeriscono una sorta di aggressione o con un corpo contundente o con un colpo di pistola, ma quest’ultima parte non è stata approfondita dalla procura. Questo anello nello scheletro della povera Sabrina esiste ed è innegabile che non è legato al fuoco”. Per la difesa, invece, mancano troppi frammenti di ossa per sostenere con certezza che si tratti di una lesione.

Del sangue trovato nell’abitazione di via Porto Franco a Crema, casa della ex compagna di Pasini, in quei giorni assente perchè in vacanza, hanno parlato i due carabinieri del Ris di Parma che si erano occupati di eseguire i rilievi. Sangue della Beccalli e di Pasini era stato trovato sulle scale e sul lenzuolo, solo di Pasini sul suo monopattino, solo di lei sul manico di una roncola. E poi tre schizzi di sangue nel ripostiglio e uno non abraso nel corridoio, accompagnato da altre tracce abrase.

Importante anche la testimonianza della vicina di casa che alle 5 del mattino del 15 agosto, mentre si stava facendo un caffè, ha dichiarato di aver sentito prima un tonfo molto forte, e poi più volte grida disperate di aiuto. Per l’accusa, una prova dell’aggressione subita dalla donna da parte di Pasini. Il giudice di primo grado, però, non aveva escluso che Sabrina potesse essere stata colta da un malore. “Non è estraneo all’ordine naturale delle cose”, era scritto nella motivazione, “che un soggetto colpito da malore invochi aiuto, con voce che è stata descritta come sofferente e strozzata”. Se diversamente fosse stata rincorsa per tutto il corridoio e colpita varie volte, “le urla sarebbero verosimilmente state ripetute e ben più insistenti”.

L’avvocato Sperolini

Infine la testimonianza dello stesso imputato, che ha ribadito che Sabrina era una sua cara amica, scatenando la rabbia dei fratelli della Beccalli, indignati dalle parole dell’uomo. Pasini ha ribadito che Sabrina è morta per overdose e non per mano sua, ammettendo solo di aver bruciato il cadavere e di aver avuto l’intenzione di far saltare in aria la casa, tagliando il tubo di conduzione del gas della caldaia. “Se fosse successo a casa mia”, aveva detto il 47enne nell’interrogatorio di garanzia, “avrei chiamato i soccorsi dicendo che era stata male una ragazza; ma ero a casa della mia ex e mi è preso il panico. Avevo paura che lei venisse a sapere che ero stato con Sabrina a consumare droga nella sua casa. Ci ero già passato perchè vent’anni fa è morta la madre di mia figlia. Vedere Sabrina in quelle condizioni ha fatto riaffiorare subito in me il ricordo drammatico della perdita della mia compagna Alessandra, morta per overdose. Di quel doloroso episodio, molte persone mi hanno ritenuto responsabile nonostante mi trovassi in una comunità terapeutica”.

“Oggi è stata una giornata pesante, come sempre”, hanno detto i familiari di Sabrina, le sorelle Teresa e Simona con il fratello Gregorio. “Pasini ha pianto, ma potrebbe essere un grande alibi, perché una persona che brucia una amica come dice lui, e uccide una amica non può piangere. Non ci crediamo assolutamente, si è venduto bene, ma nessuno gli crede. Abbiamo fiducia nella giustizia”.
Si torna in aula per la sentenza il prossimo 10 marzo. La Corte è presieduta dal giudice Giulio Deantoni con il collega relatore Massimo Vacchiano e 6 giudici popolari.

Pasini è difeso dagli avvocati Paolo Sperolini e Stefania Amato.

Sara Pizzorni

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