Piscina, Forus: "Impianto Cremona
ha grandi potenzialità"
I disservizi che si verificano periodicamente alla piscina comunale di Cremona, soprattutto nei primi mesi del 2023, sono stati oggetto di una commissione di vigilanza svoltasi in Comune nel tardo pomeriggio di lunedì, con la partecipazione dei rappresentanti delle società sportive cremonesi e di portavoce di Forus Italia, società spagnola che gestisce l’impianto.
Tra le problematiche rilevate, la scarsa temperatura dell’acqua, il malfunzionamento degli impianti di areazione e delle docce, l’assenza di un impianto audio per le gare e via di seguito. Dal canto suo la società ha reso noto che le problematiche sono in via di risoluzione. Per forus, hanno detto i rappresentanti, l’impianto cremonese ha grandi potenzialità, su cui intende puntare per farlo diventare un fiore all’occhiello della propria gestione.
Il primo a prendere la parola è stato il consigliere comunale e regionale di FdI, Marcello Ventura, che ha puntato l’attenzione su alcuni problemi specifici, a partire dalla questione delle temperature di acqua e ambienti o dell’assenza di alcune attrezzature. “Vorrei più velocità di intervento da parte del Comune e più rispetto da parte di Forus nei confronti del Comune e degli utenti” ha detto. Dello stesso avviso Maria Vittoria Ceraso, che ha anche ricostruito quanto accaduto da quando la gestione della piscina era stata affidata a Sport Management, nel 2017, a cui è poi subentrata Forus, con tutti i ritardi nella progettualità.
“La piscina è un servizio pubblico e deve avere delle caratteristiche di accettabilità” ha aggiunto Carlo Malvezzi (Fi). “Invece le testimonianze di chi utilizza l’impianto ogni giorno dice che non è questo che accade”. Anche il consigliere forzista ha poi posto l’accento sui ritardi del progetto, chiedendosi se si tratta di spese sostenibili per la società.
Dal canto loro i consiglieri di maggioranza, Roberto Poli e Lapo Pasquetti, hanno ammesso le problematiche avuto con Sport Management, ricordando però che con la nuova gestione le cose sono cambiate. “Certo, ci sono stati elementi nella gestione ordinaria che sono migliorabili e ora siamo qui per cercare di risolvere i problemi in vista della prossima stagione” ha detto Poli.
A portarsi fuori dalla questione politica sono state proprio le società sportive, che hanno voluto portare la discussione su un piano puramente pratico. “Noi in 6 mesi paghiamo quanto il comune paga a Forus in un anno, solo per entrare in acqua, senza avere assistenti bagnanti né altri servizi” ha detto Paolo Morabito (Baldesio). “Il tutto per vivere una situazione assurda, A febbraio abbiamo dovuto convincere i nostri atleti, che sono campioni nazionali, a entrare in acqua, perché era talmente fredda che restarci due ore per un allenamento non era sostenibile. Non parliamo poi dell’impianto di areazione guasto, che ha portato diversi malesseri perché si verificavano troppe concentrazioni di cloro”.
“Per le società sportive è stato un inverno difficile” ha rincarato la dose Marzo zoppi del k3 Triathlon. “Già non è semplice trovare ragazzi che si impegnino in uno sport così complesso come il Triathlon, se poi non possiamo mettere in pratica quanto programmato perché l’impianto ha l’acqua troppo fredda, finisce che gli atleti si demoralizzano e non vogliono proseguire. Così come non possiamo stare per mesi con 4 docce funzionanti e 50 persone in coda per lavarsi. Manca la manutenzione ordinaria e ogni cosa viene lasciata andare al proprio destino”.
Non meno critico l’intervento di Maurillio Segalini (Bissolati e Assocanottieri), che ha messo le mani avanti: “E’ giusto che sappiate che ci aspettiamo una situazione ben diversa a settembre, con la ripresa della stagione. Non dovranno più ripetersi certe situazioni, compresa quella che vengano lasciati fuori dall’impianto atleti minorenni, sotto la pioggia”. E paventa soluzioni che porterebbero le società sportive ad allontanarsi definitivamente dall’impianto natatorio comunale: “Oggi il vento è cambiato e le persone sono disposte ad un sacrificio economico in più, facendo scelte diverse (come un impianto coperto presso una delle canottieri, che potrebbe diventare punto di riferimento delle società sportive)”.
Battagliero anche Stefano Arisi (presidente Baldesio):”A marzo abbiamo fatto un gesto si protesta, non saldando una parte del dovuto a Forus per la stagione in corso. E’ stata una scelta voluta, proprio perché volevamo scatenare una reazione. Volevamo che i problemi venissero a galla. Vogliamo che i nostri atleti possano fare sport nelle migliori condizioni accettabili, ma quest’anno non si raggiungeva neppure un livello minimo”. E anche lui non ha mancato di accennare alla possibilità, di fronte all’assenza di una alternativa alla piscina comunale, di “costruirne una a casa nostra”.
Molto moderato è stato l’intervento dell’assessore Luca Zanacchi, che ha ammesso le criticità verificatesi, ma ha anche ricordato come già a inizio marzo sia stata fatta una riunione tra le società sportive e Forus Italia proprio per ovviare ai problemi. “Per la città l’interesse è avere un impianto che sia funzionante e ben sistemato” ha sottolineato, evidenziando “l’importanza del progetto di riqualificazione proposto da Forus, che si affianca ad altri interventi grazie a un bando vinto dal Comune”.
La volontà di lavorare bene è stata espressa anche da Fabrizio De Risi (portavoce di Forus): “Dopo l’incontro dell’8 marzo abbiamo iniziato a lavorare ai vari problemi e l’auspicio è arrivare con la prossima stagione ad aver sistemato tutto” ha detto. “Credo che si stia andando nella direzione corretta. Anzi, è nel nostro interesse far funzionare al meglio un impianto sportivo, come quello di Cremona, che per noi è una perla, con potenzialità davvero grandi. E vogliamo proseguire nel suo potenziamento. Perché può essere uno dei migliori nel panorama nazionale”.
Laura Bosio