Cronaca

Mix Rivoltini-Tognazzi,
Gianmarco lancia il torrone al vino

Le interviste nel giorno del debutto della Festa del Torrone: Gianluca Galimberti, Stefano Pellicciardi, Massimo Rivoltini, Barbara Mazzali (assessore al Turismo Regione Lombardia), Gianmarco Tognazzi, Mauro Franceschini (vicepresidente Camera di commercio dell’Umbria).
Gianmarco Tognazzi siega come è nata la collaborazione con la casa dolciaria di Vescovato

Servizio di Giovanni Rossi

Tra le novità della 26esima Festa del Torrone (11- 19 novembre) non poteva mancare un nuovo gusto di torrone che è stato presentato alla presenza di Gianmarco Tognazzi in anteprima esclusiva questa mattina, presso il Palatorrone.
Il torrone Tognazza è disponibile in due diversi gusti che si chiamano “come se fosse” e “Antani”, nomi quanto mai noti nella storia della cinematografia italiana tutti da scoprire e degustare.

“L’idea del torrone Tognazza- spiega Gianmarco Tognazzi – nasce l’anno scorso quando si è chiuso il centenario di Ugo e quando incontrando Massimo Rivoltini e poi Cristiano che lo ha studiato tecnicamente, c’è stata l’idea di unire due passioni di Ugo, cioè il torrone Cremona e il vino della Tognazza, che è il vino di Ugo che io ho evoluto a brand vitivinicolo. E Cristiano, insieme a Massimo, ha tirato fuori questo 200 grammi con il ‘ come se fosse’ e poi un monodose ricoperto di cioccolato, l’ ‘Antani’ che contiene una speziatura data dal pepe rosa. E abbiamo unito due passioni insieme per questa festa del torrone”.

“La caratteristica principale è che dal vino- aggiunge Cristiano Rivoltini, di Rivoltini Alimentari Dolciaria- avendolo concentrato, abbiamo creato questa variegatura. Quindi una pasta di frutta che va inserita nel nostro torrone tenero. Oltre a un fattore estetico gli diamo questa caratteristica del vino con il dolce del miele, del gusto delle mandorle, della meringa che è la caratteristica del torrone. E volendo dare un’anticipazione sul prossimo anno possiamo dire che riprenderemo la prima variante del torrone classico anni ’50 che si chiamava, e si chiama tuttora, ‘giardiniera’ e useremo sempre del vino, ma anche dei cristalli, lo concentreremo e faremo una cosa fantastica. Diventerà invece che giardiniera ‘viniera’ nel senso che dentro ci saranno probabilmente delle perle di vino.

Pellicciardi, Tognazzi, Rivoltini (foto Sessa)

 

 

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