Cronaca

Incubo stalker: famiglia costretta
a vendere la casa. Condanna bis

Un incubo per un intera famiglia durato quasi otto anni

Il 9 giugno di tre anni fa, un cremonese era stato condannato dal tribunale di Cremona a due anni di reclusione, senza i benefici di legge, per l’accusa di stalking nei confronti della vicina di casa. Ora l’Appello ha confermato la condanna. Alla vittima, parte civile con gli avvocati Simona Bracchi ed Erminio Mola, andrà un risarcimento di 15.000 euro come provvisionale. La donna, sposata, madre di due figli, era stata presa di mira dal vicino nel 2012, quando lui si era invaghito di lei e al suo rifiuto aveva cominciato a mettere in atto una serie interminabile di atti persecutori durati quasi otto anni.

Un incubo, tanto da costringere la famiglia a vendere la casa. L’imputato lasciava alla donna bigliettini nella cassetta delle lettere, si appostava per vederla e per controllare ogni sua mossa, la spiava. Un giorno, nel garage, aveva cercato di metterle le mani addosso e di baciarla. Lui controllava la sua vicina di casa ogni minuto, anche attraverso uno specchio che si era messo in casa.

Aveva messo dei chiodi davanti al garage, il liquame sulla zanzariera, rotto il sacco dell’immondizia, scritto i bigliettini volgari, senza contare le ingiurie, gli sputi e le minacce anche di morte, compresi due tentativi di investire la donna con l’auto. La querela della vittima risale al 2014, ma l’imputato non si era mai fermato. Fino al trasloco della famiglia che era stata costretta a cambiare radicalmente la propria vita.

Sara Pizzorni

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