Cronaca

Truffa delle lampade: via 11.600
euro dal conto della parrocchia

E' successo a Soresina. A processo gli autori del raggiro al sacerdote

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In tre, uno dei quali attualmente irreperibile, sono accusati di aver truffato, qualche anno fa, un sacerdote all’epoca dei fatti in servizio presso la parrocchia di San Siro a Soresina, che tramite un suo seminarista aveva fatto mettere in vendita su Subito.it delle vecchie lampade da illuminazione della palestra. Il seminarista aveva caricato le foto con i vari dettagli, fornendo il suo recapito. Dopo solo qualche ora era stato contattato telefonicamente da un uomo. Il contatto era stato girato al don, che era titolare dei codici web e home banking dei conti correnti parrocchiali.

Secondo l’accusa, gli imputati avevano inviato al sacerdote dei codici, facendogli credere di avergli accreditato sul conto corrente la somma di 600 euro relativa al prezzo delle lampade, ottenendo, per contro, dei bonifici dai conti correnti intestati alla vittima alle carte prepagate a loro intestate, tutte attivate presso la banca San Paolo, per la somma complessiva di 11.600 euro, denaro appartenente alla parrocchia.

Apparentemente il messaggio ricevuto sul telefono del don proveniva dalla banca, e lo invitava ad accedere ad un link per l’accredito dell’importo di 600 euro, riconducibile alla proposta di vendita delle lampade pubblicata sul sito Subito.it.

Poco dopo il messaggio della banca, il don aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato fornendo false generalità. Il sacerdote gli aveva confermato i dettagli della vendita delle lampade e l’importo di 600 euro. Da parte sua l’interlocutore gli aveva risposto dicendo di aver già provveduto a versare la somma. Aveva chiesto conferma al sacerdote dell’avvenuta ricezione del messaggio della banca, dopodichè lo aveva informato che il pin inserito per l’accredito non era corretto e che per completare l’operazione avrebbe dovuto fornirgli i codici che gli sarebbero arrivati a breve mediante altri messaggi.

Dopo una lunga telefonata, durata circa due ore, il truffatore, ben conscio della poca dimestichezza del sacerdote con il sistema Nowbanking, era riuscito a prelevare dai conti correnti della parrocchia di Soresina l’importo di 11.600 euro. I messaggi inviati erano del tutto identici, per forma e contenuto, a quelli solitamente ricevuti durante l’esecuzione di operazioni online, con l’intestazione perfettamente riconducibile alla Banca Intesa San Paolo.

L’acquirente continuava a dire al don che sbagliava nell’esecuzione delle istruzioni ricevute e di non riuscire ad effettuare l’accredito, creando in questo modo maggiore confusione ed agitazione nel sacerdote. I truffatori avevano pensato a tutto: avevano creato un messaggio identico a quello bancario, e avevano telefonato in pieno pomeriggio, con l’oratorio pieno di giovani sottoposti alla custodia del prete. Con la telefonata degli autori del raggiro, inoltre, era impossibile per il sacerdote aprire completamente il messaggio ricevuto, in quanto si poteva visualizzare solo un’anteprima parziale dello stesso, ma sufficiente per cliccare sul link contenuto nel messaggio.

Quando il don era andato a verificare, mediante Nowbanking, la ricezione dell’accredito sul conto corrente, si era accorto che erano state prelevate tutte le disponibilità patrimoniali della parrocchia. I truffatori hanno lasciato solo un residuo di 18 euro.

Il seminarista che aveva messo le foto delle lampade sul sito di vendite, venuto a sapere della truffa, aveva provato a contattare su WhatsApp chi lo aveva chiamato, ma era già stato bloccato. “Sul profilo c’erano due persone: una signora e un signore pelato”.

Per l’accusa, si tratta degli imputati Romina, 57 anni, romana, e Giacomo, 43enne della provincia di Varese. Autore della truffa sarebbe anche Piero, un 70enne napoletano, ma è irreperibile. La sua posizione è quindi stata stralciata.

Il sacerdote, parte civile attraverso l’avvocato Cristina Cassani, verrà a testimoniare in tribunale il prossimo 27 marzo.

Sara Pizzorni

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