Cronaca

Baby Gang, Don Burgio:
"I ragazzi vanno ascoltati"

Servizio di Lorenzo Scaratti
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Un folto gruppo di classi da alcune scuole superiori cittadine hanno riempito il salone dei quadri per l’incontro con don Claudio Burgio cappellano del carcere minorile Beccaria e fondatore della comunità Kayros. L’evento fa parte della rassegna di incontri “Verso gli 80 anni della Repubblica“. Conferenze aperte a tutta la cittadinanza per ripercorrere le fasi e i momenti attraverso cui si è giunti alla definizione della Costituzione.

Don Burgio ha trattato il tema quanto mai attuale delle baby gang dialogando con i presenti per sottolineare come la soluzione e la prevenzione a questo problema sia l’ascolto: Con questi ragazzi bisogna andare oltre le definizioni, le etichette. – spiega Burgio– Questa parola, questa espressione baby gang a volte tradisce una certa ansia, una certa paura collettiva. Invece bisogna imparare soprattutto ad ascoltare i ragazzi.

Quindi io vengo qui a Cremona anche per apprendere, ascoltare anche loro. Dopo aver ascoltato tanti ragazzi in questi anni nel carcere minorile, provare a capire che cosa si muove dentro di loro, quali sono le sfide. Le sfide sono soprattutto quelle di ragazzi che hanno bisogno di un’identità forte, che a volte non riuscendo a raggiungerla si perdono anche con grande fragilità”.

Al centro dell’attenzione l’articolo 13 della carta fondamentale, quello che garantisce l’inviolabilità della libertà personale. Burgio ha raccontato della sua ultradecennale esperienza a diretto contatto con i minori nel carcere milanese, oltre al suo lavoro nella comunità di recupero da lui fondata e dedicata proprio ai ragazzi che hanno bisogno di aiuto per reinserirsi in società e per uscire da condizioni particolarmente difficili.

Don Burgio ha quindi concluso: “I ragazzi, per come me la raccontano, non sono visti, non sono al centro delle nostre attenzioni, della nostra cura. Forse a volte un’eccessiva cura, un certo maternage ha favorito soprattutto nei ragazzi italiani una fragilità senza precedenti”.

Lorenzo Scaratti 

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