Cronaca

Calunnia e concorrenza sleale:
il tassista Carrera a processo

Giovanni Carrera
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Calunnia e illecita concorrenza con minaccia o violenza: di queste accuse deve rispondere in tribunale Giovanni Carrera, 72 anni, tassista cremonese, che il 5 marzo dell’anno scorso, davanti alla stazione di Cremona, non avrebbe rispettato l’ordine di arrivo dei taxi presenti, caricando un cliente che sarebbe invece spettato al primo tassista della fila. Uno dei colleghi che aveva assistito alla scena, Catalin Cornovac, 47 anni, romeno, portavoce della categoria alla Cna Trasporti di Cremona, si era avvicinato all’auto di Carrera per fargli le sue rimostranze.

Lui ha abbassato il finestrino con fare minaccioso“, ha raccontato il romeno. “Chi ti conosce?, gli avrebbe detto Carrera, “chi sei tu per dirmi cosa devo fare?, io sono qui da quarant’anni e tu sei appena arrivato, non puoi darmi delle regole, ti faccio vedere chi sono io, io ti rovino”. Il 47enne sarebbe stato anche apostrofato con insulti razzisti: “romeno di m…”, la frase che Carrera avrebbe pronunciato. “Il tutto è durato una quindicina di secondi”, ha spiegato il 47enne. “Poi lui ha fatto un gesto come per colpirmi e se n’è andato”.

Come testimone è stato chiamato anche il cliente che Carrera aveva caricato davanti alla stazione. “Conosco Carrera di vista”, ha detto il cliente. “Ho preso il suo taxi un paio di volte, ma non siamo amici e non ci frequentiamo. Quel giorno lui era in stazione. Gli ho chiesto se era libero e mi ha detto di sì. Mi sono accomodato dietro, ma poi l’ho sentito discutere con un altro tassista. Ho visto un braccio entrare dal finestrino che cercava di colpire Carrera, ma da dietro non avevo una grande visuale“.

In aula, Cornovac ha spiegato di aver spesso visto Carrera lavorare al di fuori degli orari stabiliti dal regolamento comunale e di averlo denunciato alla polizia locale più di dieci volte. “Lui non usa il pos per i pagamenti con le carte di credito e distribuisce biglietti da visita, ma non si può fare, è vietato. Uno di quei biglietti l’aveva dato anche a mio nipote, dicendogli ‘dì a tuo zio che se ha bisogno di lavorare mi chiami'”. Il 47enne ha raccontato anche di quando aveva risposto ad una chiamata arrivata dalla colonnina dei taxi: “era la voce di un anziano che mi chiedeva di andare in via degli Aceri, ma quando sono arrivato là non ho trovato nessuno. E’ stata una corsa a vuoto. Ci sono dei colleghi che si divertono, è una prassi di Carrera per far perdere la posizione ai colleghi. Sono tornato indietro, dietro di me c’era Carrera, mi sono insospettito“.

Il 72enne cremonese si è beccato anche l’accusa di calunnia, in quanto avrebbe incolpato il romeno, pur sapendolo innocente, di averlo colpito con pugni in testa e sulla mano, costringendolo a rifugiarsi all’interno del suo taxi per proteggersi dall’aggressione.

Carrera si era presentato dai carabinieri il 6 marzo e aveva presentato una denuncia orale contro il collega. Il 15 marzo il romeno aveva denunciato Carrera in Questura. Il 15 aprile il 72enne era tornato dai carabinieri per integrare la denuncia-orale, sostenendo di essere stato colpito con pugni in testa e sulla mano dall’altro tassista sul piazzale. Ai militari aveva riferito di essersi visto costretto a rifugiarsi nel suo taxi per proteggersi dall’aggressione che gli aveva procurato una distorsione del rachide cervicale: 10 giorni di prognosi, prolungata di 30 giorni dal medico curante. Per l’accusa, si tratterebbe di una calunnia. “Mai avuto scontri fisici col collega“, ha giurato Cornovac.

“Io non faccio parte di nessun consorzio, non ho capi, mi invidiano perché ho molto lavoro”, ha detto Giovanni Carrera fuori udienza. Il tassista, assistito dagli avvocati Marco Soldi e Paolo Bregalanti, si difenderà il 17 marzo.

Sara Pizzorni

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