Chiesa

E' nata la prima comunità
energetica rinnovabile di Cremona

La sottoscrizione della CER Città di Cremona in sala della Consulta
Fill-1

Costituita formalmente oggi, con la firma dell’atto notarile in sala Consulta del Comune, davanti al notaio Laura Genio, la Fondazione CER (comunità energetica rinnovabile) “Città di Cremona”, la settima tra quelle promosse dalla Diocesi di Cremona. I soci fondatori sono 17: Comune di Cremona, Azienda Speciale Comunale “Cremona Solidale”, Università Cattolica del Sacro Cuore, Politecnico di Milano, le parrocchie Sant’Agata, S. Imerio, Cristo Re, San Giuseppe (Cambonino), san Michele Vetere, S. Abbondio; gli enti del Terzo Settore e della cooperazione sociale: consorzio Sol. Co Cremona, CSV Lombardia Sud ETS, Cooperativa Servizi per l’Accoglienza Onlus, Fondazione La Pace Onlus Cremona, ANFFAS Cremona APS, ARCI Cremona APS, ACLI Service Cremona s.r.l.

“Un’iniziativa partita dal basso”, ha detto Giuseppe Dasti, coordinatore del progetto, illustrando l’iniziativa davanti ai numerosi intervenuti, tra cui i membri del consiglio di amministrazione della Fondazione neonominati: il presidente Francesco Monterosso, i consiglieri Enrico Manfredini, Giuseppe Monaco, Francesco Casella, Antonella D’Ambrosio, Carlo Dal Conte, Andrea Cariani, oltre ad Andrea Gamba, sindaco con funzione di revisore legale dei conti.

“La comunità energetica rinnovabile – ha continuato Dasti – è un istituto che consente di conferire a chi aderisce dei benefici di natura ambientale, sociale ed economica. In particolare la nostra comunità energetica si caratterizza perché una buona fetta di incentivi che arrivano sull‘energia condivisa da parte dello Stato  vengono destinati a un fondo di solidarietà che andrà a finanziare progetti sociali della città di Cremona”. Dasti ha inoltre rimarcato il valore della condivisione di un progetto che unisce non solo le realtà ecclesiali ma anche tanti soggetti laici che operano direttamente a favore delle fragilità sociali. Apprezzata poi la presenza di due università tra i soci fondatori, a conferire solidità anche scientifica all’iniziativa, oltre naturalmente al Comune e alla sua azienda speciale Cremona Solidale che gestisce i servizi alla persona.

I rappresentanti degli enti fondatori della Cer Città di Cremona dopo la firma

Nel saluto del sindaco, Andrea Virgilio, la sottolineatura del valore del “fare comunità”, a cui è doveroso che si uniscano anche le pubbliche amministrazioni nel segno di una maggiore apertura. Sul fronte infrastrutturale, il Comune deve pianificare la localizzazione degli impianti fotovoltaici: “Da una parte c’è il tema della valorizzazione delle aree dismesse, dall’altra quello della nuova pianificazione. Ci sono già dei parametri, e ci sono anche dei soggetti privati che con le loro iniziative potrebbero contribuire alla comunità energetica. 

“È ovvio che noi avremo bisogno della dimensione infrastrutturale perché questo è un progetto che può crescere anche dal punto di vista delle risorse a favore di progettualità di carattere sociale sulle fragilità, una sfida per i prossimi anni”.

Per Eugenio Bignardi, delegato della Diocesi per la Pastorale sociale e del Lavoro, “con la giornata di oggi chiudiamo almeno temporaneamente l’avvio di comunità energetiche sul territorio della Diocesi di Cremona, questo è il settimo progetto che si chiude in un anno e mezzo a questa parte. La Diocesi si è impegnata in questo da tanto tempo ormai, sono quattro anni che ragioniamo di comunità energetica perché ci sembrava molto importante valorizzare questa esperienza di comunità. Si mettono insieme le persone, si confrontano le persone e il fatto che ci si confronti su un valore quale l‘energia rinnovabile, quindi con una scelta ambientale importante, ci sembrava assolutamente fondamentale”.

Importante l’aspetto sociale: “Una parte degli incentivi (il 30%)  viene destinato a un fondo di solidarietà per l’abbattimento della povertà energetica, ogni CER attraverso il proprio consiglio di amministrazione decide come utilizzarlo sul proprio territorio, secondo i progetti che riterrà più opportuni”. Il Consiglio di amministrazione, inoltre, opera a tritolo completamente volontario.

Il presidente della Cer Francesco Monterosso

Mediante la costituzione di una CER è possibile produrre, immagazzinare, consumare, scambiare e condividere l’energia elettrica prodotta dagli impianti a fonte rinnovabile presenti sul territorio. Questo consente di auto-consumare in situ l’energia generata e accumulata, con notevoli risparmi in termini di costi per la fornitura dell’energia e per le altre voci di spesa presenti di norma in bolletta.

Si può partecipare ad una CER come produttore,  iscrivendo un impianto fotovoltaico che immette energia elettrica in rete; consumatore: iscrivendo un contatore che preleva energia elettrica dalla rete; o come prosumer se si possiede un impianto fotovoltaico connesso al medesimo contatore tramite cui viene prelevata energia elettrica dalla rete.

La CER Città di Cremona si aggiunge alle 6 già operative che coinvolgono di 72 Enti (di cui 27 Comuni, 27 Parrocchie e 18 Enti del Terzo settore/Fondazioni) con un bacino di utenza di 170mila abitanti.

Attraverso il sito web www.cersolidaliets.it  è possibile approfondire il tema delle comunità energetiche scoprendo nei dettagli l’inquadramento giuridico e il funzionamento delle Fondazioni, le aree di copertura, i benefici fiscali e sociali, oltre che manifestare il proprio interesse per entrare a far parte delle CER attive sul territorio diocesano e usufruire dei suoi benefici.

Giuliana Biagi

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...