Commercio equosolidale, le botteghe
cremonesi entrano in Meridiano 361
Le botteghe del commercio equosolidale di Cremona, Casalmaggiore e Viadana entrano in Meridiano 361, un’evoluzione che arriva nel trentesimo anno di attività sul territorio.
Nuovo anno e nuovi orizzonti per le botteghe del commercio equosolidale di Cremona, Casalmaggiore e Viadana: precedentemente gestite dalla Cooperativa Nonsolonoi, di recente sono entrate nella rete dell’impresa sociale Meridiano 361. L’evoluzione è avvenuta sul finire del 2025, momento rilevante in cui ricorreva il trentennale dell’attività sul territorio cremonese, celebrato non come un punto di arrivo bensì di partenza verso il futuro.
I tre empori restano soci del Consorzio Altromercato, principale realtà di commercio equosolidale in Italia, che pone al centro le persone e il pianeta con una sostenibilità d’intenzione e d’azione. Il prezzo ad esempio è concordato fra produttori e importatori, inoltre il Consorzio collabora direttamente con le comunità locali come in Palestina, dove Altromercato opera da oltre 30 anni. Nella città del Torrazzo il negozio si trova da tempo al civico 1 di Corso Matteotti, nel cuore del centro storico.
Il servizio di Federica Priori
Intervento di Daniela Negri, uno dei soci fondatori della Cooperativa Sociale Nonsolonoi e presidente della stessa dal 1995 al 2005.
Chi si trova a passare all’inizio di Corso Matteotti può notare la doppia insegna AltroMercato e Nonsolonoi all’ingresso della bottega del Commercio Equo e solidale: di fatto, però, la cooperativa Nonsolonoi, dopo trent’anni di impegno socioculturale e commerciale attraverso le sue tre botteghe nel territorio cremonese, ha cessato la propria attività. L’assemblea straordinaria del 25 ottobre scorso ne ha deliberato, infatti, lo scioglimento anticipato e avviata la fase liquidatoria. Le tre botteghe sono state acquistate da Meridiano 361, impresa sociale srl di Reggio Emilia, che ha richiesto anche la concessione del logo/marchio fino al 31 dicembre ’26. L’ impresa è a socio unico e amministratore unico, figure entrambe coincidenti con il presidente della stessa, come si legge nello Statuto del ’19. Non si tratta quindi di un semplice cambio di gestione di tre negozi (empori), o di un’ “evoluzione” della trentennale esperienza di Nonsolonoi “verso nuovi orizzonti”, ma della fine di una cooperativa sociale del nostro territorio, che non è entrata a far parte di una “rete” perché M361 non è tale e perché la cooperativa Nonsolonoi è sciolta. I clienti che acquistano prodotti possono infatti leggere sullo scontrino, dai primi di novembre, la nuova intestazione corrispondente al nuovo proprietario. Se i prodotti in vendita provengono ancora in parte dalla centrale d’importazione nazionale Altro Mercato, che si concentrerà a breve sugli alimentari, la fisionomia delle botteghe è radicalmente cambiata: esse non appartengono più ai soci di una cooperativa, che ne erano anche volontari, fruitori, amministratori di un capitale sociale frutto di una libera scelta di partecipazione democratica, membri di un consorzio nazionale e di varie realtà locali, ma sono oggi proprietà di un’impresa srl emiliana, ossia nuovi punti vendita della stessa in territorio lombardo.