Caso Aprica, Capelletti
convoca commissione vigilanza
Serve un nuovo approfondimento sul caso Aprica. A dirlo è Chiara Capelletti, presidente della Commissione di Vigilanza, che annuncia di aver avviato le procedure per una nuova seduta della commissione consiliare in questione.
“Alla luce della recente sentenza del Tar Lombardia n. 4292/2025, che ha accertato la cessazione automatica dell’affidamento del servizio rifiuti ad Aprica Spa nel Comune di Lodi, ritengo necessario e doveroso riconvocare la Commissione di Vigilanza del Comune di Cremona per un ulteriore approfondimento sull’argomento” commenta la consigliera.
“Già lo scorso 16 settembre – ricorda Capelletti – la Commissione si era riunita per affrontare il tema dell’affidamento ad Aprica. In quella sede furono esposti gli atti e i presupposti tecnici che avevano accompagnato la prosecuzione del rapporto con il gestore. Oggi però il quadro si è evoluto. La sentenza del Tar non può essere liquidata come un fatto locale o isolato. È una pronuncia giuridica che affronta le stesse dinamiche societarie e normative che, per le numerose similitudini che emergono, potrebbero riguardare anche Cremona”.
E’ stato il consigliere Alessandro Portesani, dopo aver depositato una mozione sulla questione, ad avanzare formalmente alla Presidenza della Commissione di Vigilanza la richiesta di una nuova convocazione, per esaminare, alla luce della sentenza, la legittimità dell’affidamento in essere.
“Ho ritenuto, d’intesa con la vice presidente Maria Vittoria Ceraso, di accogliere la richiesta di convocazione della Vigilanza” sottolinea Capelletti. “È compito infatti della Commissione approfondire ogni elemento utile per garantire trasparenza, legittimità e piena tutela dell’interesse pubblico, anche alla luce dei rilievi già emersi nel dibattito consiliare e delle nuove iniziative all’ordine del giorno del Consiglio comunale.
Sto lavorando affinché la Commissione si tenga prima della seduta del Consiglio comunale proprio per avviare un confronto dettagliato che garantisca il più ampio approfondimento del tema, consentendo un dibattito consigliare il più consapevole possibile”.
“In un momento in cui l’attenzione deve essere rivolta ad assicurare chiarezza e rigore nella gestione dei servizi pubblici, la politica ha il dovere di non eludere i nodi e i dubbi, ma deve affrontarli con strumenti istituzionali seri e tempestivi” conclude la presidente. “Ritengo che la Commissione di Vigilanza sia la sede giusta per farlo. La definizione Commissione di Vigilanza non mi ha soddisfatta: preferisco intenderla più come una commissione di garanzia. Garanzia di approfondimento e chiarezza su temi particolarmente complessi. E il tema dell’affidamento del servizio gestione rifiuti lo è”.