Sport

Cuore e carattere: la Vanoli
torna a vincere al PalaRadi

La Vanoli Cremona si impone 71-67 su Reggio Emilia, rientrando in corsa per le Final Eight e chiudendo un periodo difficile con una vittoria fondamentale.

Ousmane Ndiaye schiaccia a canestro
Fill-1

Tralasciando il fioretto e impugnando la clava, la Vanoli inaugura il 2026 con una vittoria fondamentale, superando al PalaRadi la UnaHotels Reggio Emilia per 71-67 al termine di una gara non bella e dagli innumerevoli contatti. Un successo che mancava da cinque partite e che allontana ulteriormente Cremona dalla zona calda, che dopo la striscia di ko aveva cominciato a riavvicinarsi.

Nonostante le assenze di Smith e Cheatham, l’avvio offensivo di Reggio Emilia è devastante: gli uomini di Priftis mandano a segno 8 delle prime 9 conclusioni dal campo, con Echenique, l’ex Barford e Thor a dividersi tiri e responsabilità. Al giro di boa del primo quarto è gia 18-10 UnaHotels e coach Brotto è costretto a fermare l’emorragia con il time-out. Entrano Casarin e Burns e il capitano dà una boccata d’ossigeno con un morbido tocco dal cuore del pitturato, ma è un fuoco di paglia e la fludità biancoblu in attacco continua a latitare. Passano tre lunghi giri di lancette prima che Veronesi buchi la retina dalla lunga, imitato a ruota da Grant che firma il -1, ma subito Caupain ripaga la difesa Vanoli con la stessa moneta griffando il 22-18 reggiano del primo riposo.

Dopo la sfuriata iniziale le percentuali ospiti tornano sulla terra e Cremona ne approfitta per rimettersi in partita e riportarsi a -1. La notizia meno buona è che, dopo soli 3’ del secondo quarto, ad Anigbogu vengono fischiati un paio di contatti quantomeno discutibili e coach Brotto si ritrova con il proprio lungo gravato di tre falli personali e con il bonus già esaurito. In attacco si fatica, ma almeno nella metàcampo difensiva c’è pressione e Reggio fatica a trovare la via del canestro. Willis finalmente si sblocca, Ndiaye è attivo a rimbalzo offensivo e stavolta la gara la ferma Priftis (29-27 Vanoli al 16’). Le vacche magre continuano nonostante il colloquio, Caupain la impatta ma subito dopo Ndiaye in contropiede fa ruggire il PalaRadi, costringendo il coach ospite ad un nuovo time-out al 18’. Gli attacchi hanno una fiammata e a beneficiarne è la UnaHotels che rimette il naso avanti con la bomba di Brown, ma Grant prima capitalizza un cioccolatino di Casarin, poi dalla lunetta è freddo a firmare il controsorpasso che permette a Cremona di andare negli spogliatoi avanti di una lunghezza (37-36).

All’appello mancano i punti di Willis? No problem, Sir: pronti, via ed ecco subito due triple in rapida successione del killer vanoliano, ma Barford non ci sta e da solo tiene in carreggiata i suoi. La malizia di Echenique porta al quarto fallo di Anigbogu, mentre Caupain dalla lunetta scrive il -2 al 24’ (43-41). Ancora il colombiano la impatta, mentre Grant sciupa dalla lunetta, permettendo poi allo stesso Caupain di appoggiare al vetro il nuovo sorpasso. Si segna con il contagocce da ambo le parti e molte iniziative personali non vanno a buon fine, ci provano allora Casarin e Grant a dare una scossa ma manca continuità. Un terzo quarto eufemisticamente non esaltante è tuttavia chiuso da un contropiede vanoliano in grande stile, finalizzato al meglio da Grant che mette a tabellone il 52-47 dell’ultimo riposo.

Sono solo 5 lunghezze, eppure è il massimo vantaggio biancoblu, immediatamente aggiornato in avvio di quarto periodo dalla penetrazione di Casarin e dalla bomba di Burns che risponde all’appoggio di Williams: al 33’ è 57-49 Vanoli e allora Priftis vuole parlarci sopra. Al viaggio in lunetta di Caupain risponde Durham ancora da tre punti, ma il +9 Vanoli viene immediatamente limato da Thor che ripristina il +5. Il terreno è fertile per la fuga e la Vanoli ci prova: prima Anigbogu da sotto, poi il solito ottovolante Ndiaye in contropiede firmano di nuovo il +9 quando mancano 4’ al termine (64-55).

Thor non ne vuole sapere di mollare e con la tripla tiene a galla i suoi, ma nella tonnara del pitturato reggiano si fa largo Anigbogu, che confeziona un prezioso gioco da tre punti che ripristina il vantaggio biancoblu. I secondi scorrono e nell’aria c’è profumo di spallata decisiva: a darla è Ndiaye, che dopo sette tentativi senza successo, spara da tre fuori equilibrio per il 70-58 a 2’ 40’’.

A Reggio servirebbe un miracolo e Caupain e Barford fino all’ultimo credono nell’impossibile, ma alla fine ad esultare sono i biancoblu. Più dell’estetica, contava solo vincere e si è vinto. Con fatica, sbagliando molto e non nascondendo un po’ di tensione anche per via di un arbitraggio quantomeno ondivago, ma la classifica è tornata a muoversi, per di più contro una diretta concorrente. Via i musi lunghi, che la striscia negativa è finita.
Alberto Guarneri

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...