Cronaca

Supermercati chiusi di domenica
Tencati: “Sì, ma con coerenza"

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La grande distribuzione si lascia alle spalle un 2025 difficile segnato dal calo dei volumi di vendita e con i margini in sofferenza e il nuovo anno si preannuncia con una crescita nell’ordine dei decimali con i consumatori dalla capacità di spesa compressa dalle spese obbligate, come fa notare l’Associazione nazionale cooperative di consumatori Coop, cui fanno capo 72 cooperative di consumatori con ricavi 2024 per 16,4 miliardi, oltre 57mila dipendenti in più di 2.200 supermercati. La via più diretta appare dunque la limatura dei costi e la ricerca di nuovi ricavi come, per esempio, nell’area dei servizi. Si studiano soluzioni per sostenere i fatturati.

La Coop, sostiene il presidente dell’associazione Ernesto Dalle Rive in una intervista rilasciata al Sole24Ore, sta facendo una riflessione da condividere con il sistema della Grande distribuzione: la chiusura dei supermercati la domenica per arrivare a un punto di caduta condiviso che potrebbe prevedere 6 giorni di apertura dei negozi.

Marco Tencati, Uil Cremona: “I dati sui consumi confermano che le aperture domenicali e festive non aumentano la spesa delle famiglie nel lungo periodo perché i soldi sono sempre quelli. Per questo ci colpiscono alcune contraddizioni: mentre a livello nazionale si apre a questa riflessione sulla chiusura domenicale, sul territorio, si veda Ipercoop, si sono reinterpretate delle norme contrattuali che duravano da decenni in modo più favorevole ai datori di lavoro, aumentando la flessibilità sul lavoro festivo. Serve coerenza, la discussione va fatta davvero mettendo al centro il lavoro”.

Fu il decreto Salva Italia del governo Monti a introdurre le aperture domenicali e nei festivi dei negozi. La decisione permetterebbe di contenere il costo del lavoro, la domenica la maggiorazione è di almeno il 30% del salario, e recuperare produttività ed efficienza.

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