Rifiuti e defunti: la strana tassa post mortem
Egr. Direttore,
mio papà è mancato il 5 novembre. Era residente in un appartamento in affitto, che per legge cessa nel momento in cui un contraente viene a mancare. Il contratto è quindi decaduto al 30/11/2025. Nessun erede risiede più in quella casa, che è tuttora vuota.
Ho inoltre disdetto le utenze, che erano sempre intestate al defunto. Tutto disdetto tranne la tari, tassa rifiuti. Mi spiegano da A2A che la tassa rifiuti non cessa fino al momento in cui viene disdetto il contratto di energia elettrica (disdetta avvenuta, e per tempi tecnici chiuso il 2 dicembre).
Ora, da A2A comunicano che la posizione contributiva del papà, defunto il 5 novembre, viene cessata in data 19 dicembre. Fanno pagare un mese e mezzo di tassa rifiuti ad un defunto.
Qualcuno mi sa spiegare come fa un defunto a produrre rifiuti post mortem? E per quale assurdo motivo la tassa rifiuti è legata al contratto di energia elettrica? Che è stato chiuso con tempi lunghi, ma pur sempre il 2 dicembre, quindi perchè pagare una tassa rifiuti per un mese e mezzo dopo la morte?