Scritti intimidatori, pedinamenti e
danni: stalking al rivale in amore
Un 32enne residente a Cremona è a processo con l’accusa di stalking nei confronti del compagno della sua ex moglie. Dopo la separazione, venuto a sapere della relazione tra i due, dal dicembre del 2024 avrebbe molestato, offeso e minacciato ripetutamente il rivale, un cremonese suo coetaneo. “Ti ammazzo, vi brucio vivi, te la faccio pagare, ti butto fuori strada con la macchina”, gli avrebbe detto. La vittima si era trovata danneggiati i vetri dell’officina dove lavora e tagliati gli pneumatici della macchina. L’imputato gli avrebbe anche lasciato biglietti intimidatori ed offensivi, si sarebbe appostato nelle vicinanze del suo posto di lavoro e lo avrebbe pedinato in giro per la città.
Accecato dalla gelosia, anche dopo aver visto alcune foto della coppia con i suoi figli sui social, avrebbe insultato il cremonese davanti a clienti e passanti, provocandogli ansia e paura per la propria incolumità, tanto da costringerlo a cambiare le proprie abitudini di vita, evitando di rimanere solo in officina, non uscendo più di sera, evitando il centro cittadino e vivendo in costante stato di apprensione. Il 29 aprile scorso, l’imputato, assistito dall’avvocato Fabio Galli, è stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla vittima, al suo domicilio e al suo luogo di lavoro, con l’applicazione del braccialetto elettronico. A processo, il cremonese è parte civile attraverso l’avvocato Chiara Barcellesi.
Il 16 aprile del 2025, l’uomo si era trovato affissi sul portone di ingresso dell’officina due biglietti con scritto frasi minacciose, stesso contenuto di quelli trovati 6 giorni prima sul parabrezza dell’auto. L’imputato avrebbe anche effettuato plurimi passaggi sul posto di lavoro del “rivale in amore”, tanto da consentirgli, “si legge nell’atto di costituzione di parte civile, “di prevederli e di riuscire a fare una ripresa video“.
Il 32enne avrebbe anche proferito offese e frasi denigratorie anche alla presenza di clienti e di altre persone, “con conseguente grave lesione dell’immagine, della reputazione professionale e della serenità lavorativa della persona offesa, nonchè con potenziali ripercussioni economiche”. Danni pure alla macchina, al furgone e ai vetri dell’officina, riconducibili, secondo l’accusa e la parte civile, alla mano dell’imputato.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 27 aprile.
Sara Pizzorni