Interviste

D'Auria di nuovo in panchina
Dopo l'emorragia cerebrale

Matteo D'Auria parla alla sua squadra il giorno del ritorno in panchina
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Matteo D’Auria si definisce da sempre un “patito” di pallavolo. Ha iniziato ad allenare quando aveva poco più di ventun anni alla Freccia e ormai da quarant’anni prosegue con dedizione il suo ruolo di coach ed educatore nel mondo del volley femminile, dalle più piccole fino alle ragazze di diciotto anni.

Matteo è da sempre stimato per il suo carattere mite e la grande capacità di allenare giovani atlete, non a caso in passato ha allenato nei settori giovanili di Esperia e Ostiano, ma anche Brescia e tante altre realtà.

Matteo D’Auria alla presentazione della Volley Young Cremona

Lo scorso 8 ottobre si trovava nella palestra di Bonemerse con la sua squadra, la Volley Young Cremona, (affiliata alla Volleyball Casalmaggiore) quando ha avuto un malore. A raccontarlo è lui stesso, con lucidità e la voce provata dai ricordi: “Mi trovavo lì per una lunga giornata. Avevamo organizzato una speciale lezione con una dietista per le ragazze dell’Under 16 e 18, seguita da un’amichevole . Quel giorno mi sentivo molto strano e stanco, ho preferito chiamare mia moglie al cellulare ma, senza rendermene conto, ho chiamato un dirigente e da lì i ricordi sono un po’ confusi”.

D’Auria viene portato all’ospedale di Cremona con un’emorragia cerebrale. Da quel momento la sua vita cambia: “Ho avuto quello che in gergo viene chiamato Ictus. Avevo difficoltà a parlare, non riuscivo a camminare, per non parlare della paralisi alla parte destra del corpo. Di quei momenti ricordo l’ansia e la paura di non vedere più mia moglie Anna; dopo averla incontrata mi sono addormentato sereno, convinto fosse l’ultima volta. Il giorno dopo mi sono svegliato come se nulla fosse”, aggiunge ridendo.

L’U18 della Volley Young festeggia a fine gara

Dalla riabilitazione al Maggiore di Cremona, il passaggio alle Ancelle: “Sono sempre stato seguito in modo impeccabile, in questo periodo ho riscoperto l’umanità di molte persone, dai terapisti agli amici e familiari”.

Oggi D’Auria è migliorato notevolmente e soprattutto è tornato a casa: “La strada è ancora lunga, però cammino, proseguo con la fisioterapia e la paresi facciale è scomparsa; sto migliorando anche con l’uso della mano destra”.

L’11 gennaio, tre mesi dopo l’accaduto, è tornato in palestra: “Domenica sono finalmente tornato in panchina con l’Under 18 della Volley Young, questa volta come secondo allenatore perché non sono ancora al top per riprendere il ruolo di primo. Abbiamo vinto 3-1, ma per me l’emozione è stata tutta nel rivedere le mie ragazze: in questo momento servono più loro a me che io a loro, mi danno la forza per riprendermi completamente”.

Matteo D’Auria il giorno del ritorno in panchina

L’allenatore cremonese non nasconde come la sua percezione di molte cose sia cambiata: “Prima di tutto mi emoziono molto di più, mi viene il magone anche adesso. Ho riscoperto l’importanza dei miei affetti e di tutte le persone che mi sono state accanto, e per fortuna erano molte. La passione per la pallavolo rimane, ma io mi vedo dentro questo sport solo come allenatore. Non so cosa mi riserva il futuro, ma piano piano proseguirò il lavoro per recuperare al 100%”.
Lorenzo Scaratti

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