Cronaca

Frodi agroalimentari, controlli
sui tartufi: due denunciati

I Carabinieri hanno scoperto frodi legate a tartufi bianchi venduti come d'Alba. Due aziende sono state segnalate per pubblicità ingannevole sui social.

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In questi giorni, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cremona hanno effettuato una serie di importanti controlli finalizzati alla prevenzione e repressione delle frodi in danno della qualità delle produzioni agroalimentari, per la tutela dei consumatori e dei prodotti tipici, in particolare nella vendita al dettaglio di tartufo bianco (Tuber magnatum) “d’Alba”, inserito tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT); i controlli sono stati realizzati nell’ambito di una Campagna nazionale disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi.

Dalle attività svolte dai militari sono emersi comportamenti illeciti riconducibili alla frode in commercio, in particolare per la violazione dell’art. 515 c.p., aggravato ai sensi dell’art. 517 bis del c.p., proprio per la specificità riconosciuta dalla legge a questo prodotto pregiato.

Sono stati quindi segnalati all’Autorità Giudiziaria i rappresentanti legali di due imprese del territorio, le quali, attraverso pubblicità ingannevole, effettuata anche sui social network, diffondevano l’informazione che tale tartufo bianco fosse originario del territorio di Alba.

“Si evidenzia come la dicitura “Tartufo bianco d’Alba” induca nel cliente generico la consapevolezza di un prodotto di altissime qualità organolettiche, riconosciute a livello internazionale, che predispone l’ignaro consumatore a pagare un prezzo maggiore per queste sue caratteristiche” sottolineano i Carabinieri forestali in una nota. “In uno dei locali esaminati veniva riportato nel menù offerto ai clienti una dicitura nella quale si sottolineava come il tartufo bianco provenisse dalla Regione Umbria. Nella realtà, i militari hanno accertato che il tartufo somministrato ai clienti risultava essere riconducibile ad una generica provenienza italiana”.

Inoltre, i carabinieri forestali hanno emesso specifiche sanzioni amministrative in violazione del D.Lgs. 231/2017 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti per un importo pari a 6000 euro a carico dei commercianti e dei loro fornitori.

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