Nuovo defibrillatore a scuola:
corso per i bambini di Castelvetro
Una mattinata di festa per imparare, giocando, l’importanza della sicurezza anche in caso di emergenza.
L’utilizzo del defibrillatore al centro dell’iniziativa organizzata alla scuola materna San Giovanni di Croce Santo Spirito, a Castelvetro Piacentino, dove un’ottantina di bambini hanno potuto assistere ad un piccolo corso sulle prime manovre da attuare in caso di infarto.
Il tutto nasce in occasione della donazione da parte di Silvio Bossi, farmacista del paese, di un nuovo strumento salvavita.
“Don Massimiliano (il gestore del Polo per l’infanzia San Giovanni, ndr) ci ha sollecitato su questo argomento – afferma Silvio Bossi -; noi abbiamo pensato di poter essere utili e quindi abbiamo risposto in modo positivo, con la donazione alla scuola materna di questo defibrillatore. È nuovo e pronto all’uso in caso di emergenza, anche se naturalmente possa non servire mai”.
“Un’iniziativa che nasce dal grande dono del Dottor Bossi – commenta invece Pier Lugi Bricchi, coordinatore di gestione del Polo per l’infanzia -. Abbiamo cercato ovviamente di strutturare la mattinata in modo che i bimbi potessero essere incuriositi, capire; abbiamo pensato di far spiegare alla dottoressa Previdi, che ringraziamo, cosa succede quando una persona sta male e le manovre da attuare”.
Protagonista della storia raccontata agli alunni è Amilcare, un grande orsacchiotto di peluche, affidato alle cure e alle sapienti mani dell’infermiera Giovanna Micocci e della dottoressa Cristina Previdi.
“Una cosa molto importante – aggiunge in merito Micocci – perché i bambini, anche se sono piccoli, erano molto attenti stamattina a quello che si faceva, per cui un domani possono diventare volontari anche loro. I piccoli sono molto più attenti rispetto agli adulti che a volte pensano di saper già tutto”.

“L’occasione di visitare ‘Amilcare’ da parte di una dottoressa e di un’infermiera – spiega Don Massimiliano – voleva aiutare i bambini a non avere paura della figura del medico quando ci sentiamo male, per prepararli anche a quelle evenienze della vita che sono più spiacevoli”.
Un modo per parlare di sicurezza con un linguaggio diverso, quello dei più piccoli.
“Noi sentiamo questa come una grandissima responsabilità – prosegue Bricchi -: riteniamo che il futuro dei bimbi non solo cominci con la scuola dell’infanzia, ma che questo sia un momento fondamentale della loro crescita. Ne siamo convinti noi, ma lo dicono tutti i più grandi pedagogisti, psicologi. In questi anni i bimbi formano le basi della loro vita futura, di quello che saranno, del loro carattere; per questo abbiamo veramente una grandissima responsabilità. Ne siamo consapevoli e cerchiamo di svolgere al meglio”.
Andrea Colla