Cronaca

Pieve d'Olmi, sagrestano da 70 anni:
la storia di Agostino Morenghi

La storia di Agostino Morenghi
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Gli occhi lucidi e un sorriso entusiasta, al ripensare al tanto tempo trascorso, ma gambe e braccia sempre in movimento. Perché l’età, anche e soprattutto in questi casi, è solo un dato anagrafico.
Siamo a Pieve d’Olmi, nel bel mezzo della campagna cremonese, a pochi minuti dalla città; qui, dal 1956, nella chiesa del paese Agostino Morenghi svolge con dedizione il compito di sagrestano.
70 anni esatti, per una storia che prende il via quando Agostino, oggi 88enne, di anni ne aveva solo 18; e tutto parte per caso.

Una bella soddisfazione – conferma Agostino, visibilmente emozionato -, 70 anni sono un grande traguardo. E pensi che non volevo farlo: a 18 anni era dura, era un bel sacrificio. C’era da addobbare la chiesa, suonare le campane, le solennità, i funerali. Però, un po’ alla volta, mi sono abituato e sono ancora qui (ride, ndr)”.

Maestro del lavoro, è stato impegnato per oltre mezzo secolo nei campi della zona – “sempre con la stessa azienda”, conferma soddisfatto.
In 70 anni Agostino ha visto il passaggio di 7 sacerdoti (ultimo arrivato Don Roberto Musa, a settembre scorso), 6 vicari e numerosi ragazzi a cui insegnare il “mestiere” del chierichetto (“alcuni oggi vengono a trovarmi con i nipoti”, commenta ridendo).
Tanti poi i ricordi e gli aneddoti che hanno caratterizzato questi sette decenni di attività.

Finita la guerra era tutto diverso – racconta -: le cascine erano piene di gente, e su un carretto (a volte pieno di ragazzi) andavo a raccogliere la questua del grano per la chiesa; adesso non si fa più queste cose. Poi, per più di 30 anni, ho suonato le campane, prima che diventasse tutto automatizzato: bisognava alzarsi tutte le mattine alle 5,30 per l’Ave Maria. Poi aiutavo anche il Comune perché ‘suonavo’ il mezzogiorno, la campana di scuola, l’arrivo dell’esattore delle tasse; ho suonato anche in occasione di due incendi, negli anni ‘60, a Cantarane e San Fiorano”.

Al suo fianco la moglie Guida, che da tempo lo aiuta nel mantenere in ordine la chiesa.

La ringrazio tanto, è un prezioso aiuto e un bel servizio – aggiunge Agostino -; una volta c’erano le suore qui a Pieve d’Olmi, che curavano gli altari, i fiori, la biancheria. Adesso fa tutto mia moglie. È un grande aiuto”.

I tempi cambiano ma la voglia resta quella di sempre, riconosciuta anche dall’amministrazione comunale che ha voluto premiarlo con una targa e una festa speciale. E per il futuro?

Non è facile, specialmente per i giovani – conclude Agostino -, e gli anziani non penso che prendano questo servizio. Tante cose sono cambiate e adesso certi lavori non li faccio e non potrei più farli. Ma va bene così, e finché posso vado avanti”.
Andrea Colla

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